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la sfida

Agrigento 2026: L’affondo di Giovanna Iacono scuote il PD. "Basta veleni, torniamo a fare politica"

L’appello della deputata dem: "Agrigento non è una sfida di serie B, ora unità o vinceranno le destre"

27 Gennaio 2026, 11:19

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Giovanna Iacono

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Nel delicato scacchiere politico agrigentino, dove le manovre per le Amministrative 2026 iniziano a farsi frenetiche, irrompe con la forza di un ultimatum la lettera aperta di Giovanna Iacono. La deputata nazionale del Partito Democratico ha deciso di rompere gli indugi, scagliandosi contro quello che definisce un "insopportabile chiacchiericcio social" e chiedendo "una svolta pragmatica per sottrarre la Città dei templi al dominio del centrodestra".

Il messaggio è chiaro: il PD deve smettere di guardarsi l’ombelico e tornare a occuparsi della città. Un appello alla Verità, Unità e Responsabilità che arriva in un momento in cui la coalizione progressista sembra soffocata da personalismi e veti incrociati.

La fine dei rinvii: "Agrigento non è una partita di serie minore"

Per Iacono, il destino di Agrigento non è una questione puramente locale. In gioco ci sono gli equilibri dell’intera isola e la tenuta stessa del Campo Largo. "Siamo di fronte a una sfida cruciale per la dignità della città", scrive la deputata, sottolineando come il sistema di potere delle destre sia radicato e possa essere scalfito solo da un'alternativa solida e coesa.

La parlamentare dem non risparmia critiche ai mesi di "malevolo chiacchiericcio" che hanno allontanato militanti ed elettori. "Un PD diviso e litigioso è il più grande regalo che possiamo fare alle destre", ammonisce, esortando il gruppo dirigente ad archiviare immediatamente la fase delle polemiche interne per concentrarsi su programmi e visione del futuro.

La strategia: una lista forte e un’alleanza aperta

Il piano d’azione proposto dalla Iacono si articola su due pilastri. Il primo è identitario: la costruzione di una lista del Partito Democratico che sia forte e competitiva. Per farlo, chiama a raccolta i pesi massimi del territorio: Michele Catanzaro (capogruppo all’ARS viene investito della responsabilità di mettere a disposizione "i migliori uomini e donne" della sua area); Francesco Cacciatore (segretario provinciale, la cui piena operatività è ancora frenata da un ricorso interno che Iacono auspica venga risolto al più presto); Nino Cuffaro (segretario cittadino, chiamato a mobilitare la base per tradurre le intenzioni in voti sotto il simbolo del PD).

Il secondo pilastro riguarda le alleanze. L'obiettivo è aggregare attorno a un progetto condiviso non solo le forze del Campo Largo, ma anche il mondo dell’associazionismo e i soggetti civici che vogliono "voltare pagina rispetto ai disastri dell’attuale governo della città". La scelta del candidato sindaco, secondo la deputata, dovrà essere il risultato di un percorso partecipato, senza "pacchetti preconfezionati".

Verso il tavolo regionale: l'ultima chiamata

L'intervento si chiude con un riferimento temporale preciso: la segreteria regionale ha già programmato una riunione. Sarà quello il "tavolo di lavoro vero" in cui il PD dovrà dimostrare di aver recepito l'allarme di Iacono. L'obiettivo minimo non è più la "partecipazione per onor di firma", ma una strategia vincente per tornare a governare.

Ad Agrigento la campagna elettorale è ufficialmente iniziata. Resta da vedere se il Partito Democratico saprà raccogliere il guanto di sfida o se resterà ancora una volta impantanato nelle secche dei propri veti.