28 gennaio 2026 - Aggiornato alle 02:12
×

l'iniziativa

Il Movimento cinque stelle lancia il reddito di cittadinanza regionale. Proposto un disegno di legge, servono 200 milioni l'anno

Presentato oggi all'Assemblea regionale siciliana dai vertici del partito dell'isola. «Al centro vi è il riconoscimento del diritto alla felicità, inteso come possibilità concreta di vivere con dignità»

27 Gennaio 2026, 19:20

Il Movimento cinque stelle lancia il reddito di cittadinanza regionale. Proposto un disegno di legge, servono 200 milioni l'anno

Una norma pensata per colmare il vuoto lasciato dalla legislazione nazionale e offrire ai cittadini siciliani strumenti concreti per un avvenire più dignitoso e stabile. È questo l’obiettivo del disegno di legge sulla cittadinanza regionale presentato oggi all’Assemblea regionale siciliana nel corso di un convegno cui hanno preso parte il vicepresidente dell’Ars e coordinatore regionale del M5S, Nuccio Di Paola, l’ex ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, gli ex parlamentari M5S Aldo Penna (Camera) e Giampiero Trizzino (Ars), oltre al professore Giancarlo Minaldi, docente di Scienze politiche.

“Il ddl che depositeremo nei prossimi giorni – afferma Di Paola – è la risposta a una domanda di welfare che non può essere ignorata. Molte persone sono state abbandonate al proprio destino dal governo Meloni e il reddito di povertà pensato da Schifani ha dato risposta, e nemmeno continuativa, solo a un decimo di coloro che avevano fatto richiesta”.

Per Catalfo, la priorità è ampliare la platea degli aventi diritto: “È assolutamente necessario dare sostegno a tutte le persone che si trovano in condizioni di povertà e garantire una vita dignitosa a loro e alle loro famiglie. Per questo è necessario istituire un reddito di cittadinanza, una misura universale dedicata a tutti, non come l’assegno di inclusione che opera solo per alcune categorie di cittadini”.

Penna sottolinea la filosofia del provvedimento: “La proposta non nasce come misura assistenziale, ma come strumento di riequilibrio e inclusione. Al centro vi è il riconoscimento del diritto alla felicità, inteso come possibilità concreta di vivere con dignità”.

Il cosiddetto “RDC Sicilia” viene delineato come intervento di inclusione attiva, orientato a garantire dignità, autonomia economica e un effettivo reinserimento nel mercato del lavoro. Il beneficio, non inferiore a 400 euro mensili, è destinato ai nuclei familiari in condizioni di povertà.

Elemento cardine del progetto è il Percorso Regionale di Inclusione Attiva, obbligatorio per i beneficiari: prevede attività di formazione e riqualificazione professionale, la partecipazione a progetti di utilità collettiva e l’accettazione di offerte di lavoro congrue. In questa cornice, la Regione dovrebbe puntare a una stretta collaborazione con imprese, enti di formazione e università, per favorire occupazione stabile e coerente con il tessuto produttivo locale.

Il disegno di legge istituisce inoltre un Fondo Regionale per il Reddito di Cittadinanza, con una dotazione iniziale di 200 milioni di euro l’anno, alimentato da risorse regionali, nazionali ed europee. Sono previsti rigorosi meccanismi di controllo, sanzioni in caso di dichiarazioni mendaci e incentivi economici alle aziende che assumono i beneficiari del programma.