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Il progetto

Costi, dubbi e posizione: l’affare fragile della Grand Stand Arena

All’orizzonte grane progettuali, di agibilità e sicurezza in vista dell’acquisto dell’impianto smontato a Roma Il Comune sosterrà i costi per la collocazione definitiva mentre Sport e Salute aspetta segnali e l’opposizione protesta

28 Gennaio 2026, 07:18

Costi, dubbi e posizione: l’affare fragile della Grand Stand Arena

Tutto da fare, se non da rifare, per la Grand Stand Arena. Dal punto di vista progettuale, innanzitutto, ai fini di una collocazione definitiva sconosciuta all’esperienza romana. E poi, sul fronte della valutazione dei profili di sicurezza, agibilità, stabilità. Non si tratta soltanto del luogo, dunque, mentre appare ormai scontato per i granitici vincoli ambientali e paesaggistici - come scritto su queste pagine - che la candidatura della Favorita sia bruciata, con conseguente ridda di ipotesi e corteggiamenti che citano Brancaccio, Sperone, fino all’ipotesi Zen, che la Soprintendenza ha proposto come alternativa digeribile.

Si tratta anche di soldi. Di fatto, il Comune pagherà un importo corrispondente al noleggio sostenuto per il mantenimento dell’impianto a Roma e affidato alla In-Tech, fissato in dieci rate annuali da 727.145,61 euro, quindi oltre sette milioni. Di rate ne mancano un paio, Sport e Salute, che è ricorsa a una sorta di “rent-to-buy” per sostenere i costi, dovrà comunque riscattare la struttura per diventarne formalmente proprietaria. Il prezzo è già pagato ovviamente con le rate annuali: basterà, come recita un’espressa clausola, versare un simbolico euro per entrare nel pieno diritto. Il 22 dicembre scorso arriva alla mail del direttore generale del Comune Eugenio Ceglia e del commissario straordinario per le periferie Fabio Ciciliano - responsabile del decreto Caivano, alle cui svelte procedure Palazzo delle Aquile è ricorso per l’acquisto - la relazione di Valueconsult, società incaricata di valutare il prezzo dell’impianto. La richiesta di chiarimenti dell’importo, per il quale il Comune ha individuato il budget di quasi 6,4 milioni di euro, l’amministrazione l’aveva inviata una settimana prima.

Valueconsult indica in tre milioni il prezzo dello stadio e 3,4 milioni i costi della richiesta di installazione definitiva da parte del Comune. La struttura era stata concepita come provvisoria, tutto il necessario per renderla perenne è una voce di spesa di oltre la metà dell’importo. La società di consulenza precisa che si renderà necessario un “processo di adeguamento”, dal momento che in sede di valutazione economica “non è stata condotta alcuna analisi di natura strutturale, né sono state svolte verifiche progettuali, calcoli statici o controlli di conformità rispetto alle norme tecniche per le costruzioni; la presente valutazione non implica alcuna attestazione o garanzia circa la solidità, la stabilità, la sicurezza o l’idoneità statica e sismica; l’oggetto della perizia è limitato alla determinazione del valore economico del bene, prescindendo in modo netto da ogni valutazione tecnica di tipo ingegneristico-strutturale”.

A Sport e Salute, come filtra dai suoi uffici romani, non resta che attendere la soluzione della matassa palermitana, a partire dall’abc, cioè il luogo di impianto. Fonti della società pubblica garantiscono l’ottimo stato dell’Arena, peraltro «molto duttile e semplice dal punto di vista dell’impiantistica». Tutto fermo, sulla sponda capitolina, dove nessuno smentisce la forte intenzione del Comune di avere l’impianto, con una richiesta - dicono alcune fonti - «alla quale è stata data risposta non certo per ragioni di guadagno, ma per creare un circolo virtuoso, ove possibile». Se tutti gli iter autorizzativi e progettuali non saranno rispettati, semplicemente, potrebbe non farsene nulla.

L’opposizione scalpita: «Mancano due anni di noleggio - dice il consigliere M5s Antonino Randazzo - e circa 1,5 milioni di euro devono essere corrisposti ancora da Sport e Salute. Sport e Salute potrebbe riscattare l’impianto al prezzo simbolico di 1 euro. Nonostante questo, il Comune valuta la Grand Stand Arena 6,4 milioni di euro. Chiediamo trasparenza, razionalità e tutela delle risorse dei cittadini palermitani».