28 gennaio 2026 - Aggiornato alle 07:00
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l'intervista

Renzi: «Emergenza in Sicilia, Meloni è sparita. Ecco di chi sono i disastri che sta nascondendo»

Il leader di Iv: «Per l'Emilia-Romagna la premier lasciò il G7 e mise gli stivali, ora copre Schifani e Musumeci. La destra considera i siciliani elettori sicuri e inconsapevoli. Harry ha fatto danni, ma nemmeno Nello scherza... Soldi del Ponte per la calamità? No»

28 Gennaio 2026, 01:49

Renzi: «Emergenza  in Sicilia, Meloni è sparita.  Ecco di chi sono i disastri che sta nascondendo»

Senatore Renzi, ha scritto sui social che Meloni, per il maltempo in Sicilia, «non ha messo gli stivali». Cosa intende?
«Tutti ci ricordiamo che per l’alluvione in Emilia-Romagna, Meloni addirittura abbandonò il G7 in Giappone. Si mise gli stivali e fece uno show davanti a tutte le tv. Per la Sicilia invece è sparita. Gli stivali sono finiti nel dimenticatoio, come la promessa di abbassare le tasse o di eliminare le accise sul gasolio. Tajani viene per il rimpasto e non per l’uragano. Questo governo ignora il disastro siciliano perché tanto è convinto che i siciliani votino comunque la destra».

Perché questa differenza di trattamento rispetto all’Emilia-Romagna?
«Perché in Romagna si poteva dare la colpa a Bonaccini e Schlein. Qui ci sono Schifani e Musumeci e il giochino non funziona. E poi perché è da quattro anni che stanno al governo, non possono continuare a fare gli show su instagram: la realtà è la forza di opposizione più grande. Più la Meloni ci riempie di “con noi va tutto bene”, più la realtà si incarica di smentirla».


Ci sono responsabilità a livello nazionale e regionale. Quali?
«Il mio governo aveva stanziato sei miliardi di euro nel patto per la Sicilia. Musumeci e Schifani hanno sprecato questa gigantesca massa di soldi. Mi dispiace non avere rappresentanza nell’Ars. E mi spiace che in quella sede nessuno si alzi per urlare tutta l’indignazione di chi vede sei miliardi sprecati. Noi abbiamo stanziato sei miliardi per la Sicilia: Musumeci e Schifani li hanno sprecati».

Oltre ai danni del ciclone c’è la pesante situazione di Niscemi. Quella frana è il simbolo di un disastro idrogeologico latente. Anche su questo versante ci sono delle responsabilità. Di chi?
«Il ciclone Harry ha fatto danni ingenti. Ma il danno ancora più grave l’ha fatto chi ha gestito per anni la Sicilia e ora gestisce la protezione civile nazionale: Musumeci. Harry ha fatto danni ma anche Nello non scherza. Ma lei si rende conto che in Parlamento avevano promesso di riaprire Italia Sicura, Musumeci me lo aveva garantito in Aula e poi si sono tirati indietro? Con che faccia vanno a Niscemi o nelle altre zone in difficoltà? La Meloni governa a Roma, governa a Palermo e ha il proprio colonnello che dopo cinque anni di guida della Regione è il ministro competente. Cioè competente si fa per dire. E di chi è la colpa? Di Garibaldi e dei Savoia o di una destra talmente arrogante da pensare che tanto i siciliani si prendono le alluvioni di inverno e la siccità d’estate e stanno zitti tanto votano comunque a destra?».

Perché Italia Sicura, dapprima criticata e poi rimpianta, è rimasta un contenitore vuoto?
«Perché il governo gialloverde l’ha chiusa in modo sciagurato nel 2018. E perché il governo Meloni non l’ha riaperta come si era impegnato a fare. Intendiamoci: non è che questo progetto, pensato dal mio governo con Renzo Piano, avrebbe risolto tutti i problemi. Ma avrebbe dato un metodo per affrontarli in modo serio. E non improvvisato come fa questa destra.

Il refrain del Pd, rilanciato da Schlein in Sicilia, è «usiamo i soldi del Ponte per l’emergenza». Lei è d’accordo?
«No. I soldi per il dissesto ci sono già. Si può decidere di fare o non fare il ponte ma questa è un’altra partita. I soldi per il dissesto ci sono e solo la incapacità di Musumeci e Schifani sta impedendo di spenderli. Se parliamo del ponte, diamo loro un alibi. Dobbiamo stare su Italia Sicura. E chiedere alla premier con gli stivali quando avrà un minimo di attenzione per questa terra così fantastica e così mal governata. Tra l’altro la notizia di Niscemi sta facendo il giro del mondo ed è un danno anche per un turismo che invece in Siciia sta crescendo molto e può crescere ancora. Oltre che ovviamente e prima di tutto un danno per i cittadini interessati cui va il mio abbraccio».

Il progetto del Ponte è davvero al capolinea?
«Non faccio nessun dibattito sul Ponte finché quantomeno non si riapre la circolazione ferroviaria tra Catania e Messina. Perché parlare del Ponte in queste condizioni è ridicolo. E lo dice uno che è favorevole al Ponte. Ma perché Schifani ha tolto i soldi del fondo sviluppo e coesione? Se, come dice Salvini, il Ponte è progetto nazionale, anzi mondiale, perché lo devono pagare i siciliani e non l’Europa o Roma?».

Lei descrive un’Isola «abbandonata dal governo nazionale»: c’è dell’altro oltre alla gestione del post maltempo?
«Lei ricorderà quando Lollobrigida disse che “per fortuna che la siccità ha colpito la Sicilia” e non il nord. Sono proprio fatti con lo stampino: ritengono i siciliani una massa di elettori inconsapevoli. Ma quello che colpisce è pensare al disastro sanitario di Schifani. Ricordo la professoressa Maria Cristina Gallo, morta qualche mese fa, dopo che a Mazara del Vallo un errore della sanità regionale non aveva consentito di diagnosticare un tumore. Spero che i siciliani si sveglino da questo incubo. E che nel frattempo il governo dia un segnale non dico di attenzione, ma quantomeno di civiltà. La Sicilia merita rispetto».