INFRASTRUTTURE
Ponte sullo Stretto: risorse confermate, nessun dirottamento alle emergenze. Ma l'Ars si muove per spostare i “suoi” fondi
Ammonta a 13,532 miliardi di euro il finanziamento per la grande opera, 7 miliardi dallo Stato
Ponte sullo Stretto
Sebbene da più parti (soprattutto dalle opposizioni) si chiede di dirottare i fondi previsti per il Ponte sullo Stretto alle emergenze frane e maltempo che negli ultimi giorni stanno assediando la Sicilia e sebbene l'Ars stia pensando di allocare su questi fronti i soldi regionali previsti per l'attraversamento stabile tra l'Isola e la Calabria, arriva la conferma dei finanziamenti previsti per il Ponte sullo Stretto di Messina. Ammonta a 13,532 miliardi di euro il finanziamento per la grande infrastruttura. La copertura è composta da 6,962 miliardi provenienti dal bilancio dello Stato, 718 milioni dal Fondo Sviluppo e Coesione (Fsc) quota amministrazioni centrali, 1,6 miliardi dai fondi Fsc regionali (1,3 miliardi Sicilia e 300 milioni Calabria), quindi altri 3,88 miliardi dal Fondo Sviluppo e Coesione nazionale e 370 milioni dalla società Stretto di Messina che gestisce il progetto.
Nell’ultima legge di bilancio il governo ha deciso di spostare circa 780 milioni di euro originariamente destinati al biennio 2024-2025 verso l’anno 2033. Ma il totale resta 13,532 miliardi.
Per Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia, intervenuta a «L'aria che tira», su La7. «questa pseudo proposta, davvero ridicola, delle opposizioni di utilizzare le risorse stanziate per il Ponte sullo Stretto di Messina per far fronte ai danni causati dal maltempo nelle Regioni del Sud è letteralmente una pagliacciata».
«I fondi per far fronte alle emergenze vanno trovati a prescindere, senza scippare al Mezzogiorno soldi già predisposti per infrastrutture strategiche. Per quale motivo per il Nord si possono trovare le risorse mentre per il Sud si dovrebbe agire in modo diverso? Mi sorprende francamente che questa proposta arrivi anche da politici e colleghi meridionali. Davvero una pagliacciata inspiegabile e propagandistica».
Intanto però L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato, a tarda notte, con voto segreto, un ordine del giorno che chiede di destinare i fondi previsti per il Ponte sullo Stretto alla ricostruzione delle aree siciliane danneggiate dal "Ciclone Harry" e dal maltempo, in particolare a Niscemi, come proposta del gruppo Sud chiama Nord guidato da Cateno De Luca, per un totale di oltre 5 miliardi di euro, utilizzando anche risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027. L’ordine del giorno è stato approvato con 32 voti a favore e 24 contrari, quindi con il sostegno di ampie aree della maggioranza.
«Dall’Ars mandiamo un messaggio chiaro al governo Meloni: per la Sicilia il Ponte sullo Stretto non è una priorità. L’ordine del giorno presentato dalle opposizioni e approvato dall’Ars, con il quale si impegna il governo regionale a dirottare verso i territori e le popolazioni colpite dagli eventi climatici e ambientali cinque miliardi di euro del Fondo sviluppo e coesione destinati al Ponte, indica un percorso che il governo regionale e il governo nazionale non potranno e non dovranno ignorare», ha dichiarato Michele Catanzaro, capogruppo del Pd all’Ars.