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La denuncia

Lipari, l'ira delle 20 associazioni: «Dissalatore incompiuto e milioni di euro sprecati»

Venti associazioni di categoria (imprenditoriali, sociali e professionali) delle Isole Eolie hanno inviato una dura nota ai ministri Crosetto e Musumeci e al governatore Schifani. Il documento denuncia una gestione fallimentare del sistema idrico di Lipari, configurando l'ipotesi di un grave danno erariale

29 Gennaio 2026, 05:28

Lipari, l'ira delle 20 associazioni: «Dissalatore incompiuto e milioni di euro sprecati»

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Danno erariale e spreco di risorse pubbliche sull’idrico a Lipari. Lo sostengono 20 associazioni eoliane che hanno scritto ai ministri Guido Crosetto e Nello Musumeci e al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per chiedere interventi immediati e un finanziamento per rendere pienamente operativo il dissalatore di Canneto dentro.

Associazioni imprenditoriali, sociali e professionali di Lipari e delle Eolie lanciano l’allarme rosso per una crisi idrica ormai insostenibile. La produzione del dissalatore dell’isola è drasticamente calata, passando dai consueti 4.100-4.500 metri cubi al giorno a circa 1.900-2.000. «Questo crollo è dovuto - scrivono le associazioni eoliane - alla rottura dei motori di produzione e dei generatori elettrici. Nonostante sia stato installato oltre un decennio fa, il nuovo dissalatore di Lipari non è mai stato completato né collaudato».

Le criticità strutturali segnalate includono, un impianto progettato per abbattere i costi energetici e mai entrato in funzione, mancando persino i collegamenti elettrici necessari. L’attuale sistema di captazione può prelevare solo 4.500 tonnellate/giorno, impedendo di raggiungere la capacità progettuale di 9.000 tonnellate. Diverse sezioni fondamentali dell’impianto non sono mai state installate o consegnate. La gestione incompiuta dell’impianto, secondo le associazioni, sta generando costi enormi per le casse pubbliche, configurando un potenziale danno erariale con la Regione Siciliana che paga circa un milione di euro in più all’anno al gestore come compensazione per il mancato funzionamento del fotovoltaico e il mancato completamento.

«Per sopperire alle carenze, lo Stato - concludono gli scriventi - ricorre a navi cisterna con un costo superiore ai 13 €/tonnellata (circa 10 € in più rispetto alla produzione in loco). Solo nell’ultimo anno sono state trasportate 210.000 tonnellate d’acqua per una spesa di oltre 2,7 milioni di euro. Il paradosso è che con un investimento di circa 2 milioni, per il completamento dell’impianto, si otterrebbe un risparmio annuo stimato in 3,7 milioni tra costi aggiuntivi e trasporti sostitutivi».