31 gennaio 2026 - Aggiornato alle 09:00
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all’ars tutto rimandato al 10 febbraio

Donne in giunta, in Sicilia nuovo stop: la protesta bipartisan delle parlamentari

«Hanno solo perso tempo perché vogliono affossare una norma giusta e utile». Il ddl sugli enti locali impantanato in Aula: con il voto segreto bocciato il primo articolo poi di nuovo tutti a casa

29 Gennaio 2026, 00:40

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Donne in giunta, in Sicilia nuovo stop: la protesta bipartisan delle parlamentari

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Giusto il tempo di ricordare al governo che nella maggioranza si annidano diversi potenziali franchi tiratori, e poi, il disegno di legge sugli enti locali è tornato a impantanarsi. Complice una norma scomoda, vista come fumo negli occhi dai gruppi di centrodestra che stanno provando a rimandarne l'approvazione. E così, dopo ore di dibattito sul ddl, su cui sono calati anche gli interventi sull'emergenza maltempo e frane, e la bocciatura col voto segreto del primo articolo riguardante la platea degli ispettori nei Comuni, l'aula si è fermata ancora una volta, pur di non passare a esaminare l'articolo 8, quello che avvicinerebbe la Sicilia al resto d'Italia, prevedendo la presenza del 40 per cento di donne nelle giunte comunali.

Una norma che deve essere approvata entro il 11 gennaio perché sia vigente già alle prime elezioni amministrative previste in primavera e che si intreccia anche con un altro articolo “caldo”, cioè quello sul terzo mandato per i sindaci di Comuni superiori ai 15mila abitanti. Si arriverà proprio sul gong, visto che la discussione, complice anche le celebrazioni di Sant'Agata a Catania, è stata rinviata al 10 febbraio.

E così, è esplosa la protesta delle donne deputate, un gruppo bipartisan che ormai da un anno e mezzo cerca di spingere affinché la Sicilia faccia un passo verso l'Italia, sul tema della parità di genere. «In molti – si legge in un comunicato firmato da quindici deputate di tutti i gruppi parlamentari - giocano nel Parlamento regionale a fare il ruolo di Fabio Massimo il ‘temporeggiatore’. Sulla norma che recepisce la legge nazionale in merito alla presenza delle donne nelle giunte comunali, oggi in Aula abbiamo assistito ad uno spettacolo indecoroso». Secondo le parlamentari, è evidente «che si voglia impallinare una proposta giusta e utile alla politica. Quattro ore impegnate in discussioni poco produttive, con l’obiettivo malcelato di non far prelevare l’articolo 8 per votare una norma che va nella direzione della parità di genere. Tutto ciò – aggiungono - è avvenuto davanti a tante donne: deputate, cittadine presenti a Sala d’Ercole e collegate da casa. Rimane solo da sperare che martedì prossimo si vada avanti e si dia alla Sicilia una chance concreta per aumentare la presenza femminile nelle istituzioni. Oggi la Sicilia è fanalino di coda con un percentuale lontana persino dal 15 per cento».