Politica
Vittoria, i retroscena dell'approvazione del Dup: se Aiello vince, Fiore sarà vicesindaco
La concretizzazione dell'accordo politico ha visto in azione i plenipotenziari del primo cittadino
Al centro il sindaco Aiello e dietro la presidente Fiore
Un contratto di convivenza prorogato di un altro anno. Con l’approvazione del bilancio di previsione, Pd, Lista Aiello, Mpa e Dc, un’ammucchiata politicamente ibrida, superano tutti gli ostacoli e vanno avanti. Ma i veri protagonisti invisibili sono stati i plenipotenziari del sindaco che hanno addomesticato i “falchi/colombe” della Dc. Per uscire dall’impasse e salvare la faccia dopo tante figuracce e dichiarazioni monouso (come il farmaco da buttare col flacone dopo avere iniettato la dose necessaria) occorrevano due accordi: politico e tecnico-amministrativo. Quello politico è pura fantascienza: candidatura vincente di Francesco Aiello e Concetta Fiore subito vicesindaco della futura giunta.
Quello tecnico-amministrativo l’hanno spiegato bene la consigliera m5S Valentina Argentino e il FdI Giuseppe Scuderi in aula. La Dc presenta 5 emendamenti al Dup, l’amministrazione li accoglie e in cambio riceve 5 sì al bilancio. Gli emendamenti democristiani sono tanto avveniristici quanto velleitari: prevedono il rifacimento della rete idrica completa, l’asfalto dello stradale Alcerito, il lungomare della Lanterna, la lotta alle fumarole e l’abbattimento degli alberi: ma quanti secoli dovrebbe governare questa Giunta!? «Ma se il sindaco deve ancora riunire la consulta del verde - sbotta l’Argentino, promotrice di un emendamento sul verde approvato e poi cestinato - come fate a parlare di questi emendamenti». E pure la Cannata è realistica: «Siamo al 5° Dup approvato, ma non risultano opere propaganda realizzate». Con questi emendamenti Greco e un casinò tipo Montecarlo da progettare al volo, Vittoria diventerebbe l’Eden del Meridione. Epperò, Marco Greco avrà giustificato il sì al bilancio in cambio di 5 emendamenti; al sindaco Aiello la soddisfazione di disporre dello strumento finanziario. «Per esitare questo bilancio ci sono volute 5 sedute - ha sottolineato Scuderi - eppure è stato approvato senza la presenza del sindaco. Non vorrei che ora all’Albo pretorio spuntassero nuovi incarichi…». Al dibattito hanno partecipato Vinciguerra, Cannata, Scuderi, Pelligra, Dieli, Argentino, Mascolino, Artini e Biondo. Silenzio prudenziale della capogruppo Pd Roberta Sallemi, che se avesse aperto bocca avrebbe fatto più danni del ciclone Harry, oculatezza anche da parte di Fabio Prelati. E che dire di Nicastro, seduto a latere di Fiorellini, che s’è morso la lingua a sangue per non sfasciare l’accordo. Ci stava riuscendo, invece, a far saltare il banco Giuseppe Fiorellini, perché lui è uno che quando espone con pathos il verbo dell’Amministrazione non smette di parlare neanche se gli staccano la spina del microfono, come fecero con il prete-zio che sposò Carlo Verdone nel celeberrimo “Viaggi di nozze”.