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la frana di niscemi

La Commissione di studio di Musumeci, Foti: «Non cerchiamo responsabilità del passato»

Il ministro aveva annunciato un approfondimento per capire come si è arrivati a un punto di non ritorno. Ma il gruppo di esperti approfondirà cause ed evoluzione della frana

31 Gennaio 2026, 21:15

01 Febbraio 2026, 09:47

Niscemi, l'indagine amministrativa di Musumeci diventa una commissione di studio. Foti: «Non cerchiamo responsabilità del passato»

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Non ci sarà nessuna indagine amministrativa per «fare la cronistoria di quello che è accaduto negli ultimi 30 anni e sul perché siamo arrivati a un punto di non ritorno». Piuttosto una commissione di studio per «approfondire le cause e l’evoluzione del movimento franoso che interessa il territorio comunale di Niscemi, la velocità del relativo movimento e le condizioni di rischio residuo».

In 48 ore cambia radicalmente la natura dell'approfondimento annunciato dal ministro Nello Musumeci. «Il nostro lavoro - sottolinea a La Sicilia Enrico Foti, rettore dell'Università di Catania e professore ordinario di Idraulica, chiamato a presiedere la commissione di esperti - non sarà cercare responsabilità, ma valutare come fare stare bene e in sicurezza gli abitanti di Niscemi». Da domani il gruppo si metterà a lavoro con una prima riunione online per fare un elenco delle priorità. A confrontarsi con il magnifico saranno Fausto Guzzetti, accademico dei Lincei; Mauro Scaccianoce, presidente dell’Assemblea nazionale dei presidenti degli Ordini degli ingegneri; Roberto Troncarelli, presidente del Consiglio nazionale dei Geologi; Giuseppe Sappa, professore di Geologia applicata all'università di Roma La Sapienza. Ai componenti non spettano compensi, gettoni di presenza o altri emolumenti.

Molti di loro si conoscono bene e hanno già lavorato insieme. «In fondo - conferma Foti - gli esperti di rischio idrogeologico non sono così tanti, siamo come una grande famiglia». Il rettore, ad esempio, ritroverà il professore Sappa, con cui è stato impegnato a Genova alla mega diga foranea ora in costruzione, ma anche il geologo Guzzetti, entrambi in prima fila per la frana di Giampilieri del 2009. Foti, che fa parte anche della commissione grandi rischi della protezione civile nazionale, è stato per anni consulente dell'Autorità di bacino siciliana ed è tuttora in stretto contatto con la protezione civile regionale guidata da Salvo Cocina.

Insomma, i contatti sono ai massimi livelli. Non si poteva chiedere a lui di guidare una commissione che avesse lo scopo di individuare le responsabilità di quanto fatto o non fatto negli ultimi 30 anni, missione che richiederebbe di andare a bussare non solo agli uffici del Comune di Niscemi, ma di diversi altri soggetti istituzionali coinvolti negli ultimi 30 anni di storia della frana: l'Autorità di bacino, il dipartimento Territorio e quello Infrastrutture della Regione, la protezione civile, il Genio civile.

Giovedì scorso ai microfoni Rai l'ex governatore aveva manifestato la necessità di «valutare tutto con un'indagine amministrativa. Oggi - aveva precisato - ne parlo al Consiglio dei ministri». Evidentemente il governo ha poi maturato la decisione di indirizzare l'indagine verso un'altra direzione: «Si vogliono proporre per il post emergenza - si legge nella nota del ministero - gli interventi di prevenzione e di mitigazione del rischio da movimento franoso. La commissione potrà inoltre raccogliere informazioni e condurre indagini su progetti, esperienze e sperimentazioni italiane e straniere, nonché svolgere ogni attività utile al perseguimento delle sue finalità».

È quello che cercheranno di fare Foti e il gruppo di esperti. Il rettore è stato chiamato direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, in particolare dal direttore generale del dipartimento Casa Italia, Luigi Ferrara. «Con l'università il lavoro certo non mi manca, ma ho obbedito per senso di responsabilità e di appartenenza alla mia Regione», precisa. Proprio il dipartimento che coordina gli interventi di ricostruzione nei territori colpiti da eventi calamitosi sarà il quartier generale dove confluirà tutta la documentazione della commissione di studio.

Nessuna sovrapposizione con la Procura di Gela che sta indagando con l'ipotesi di disastro colposo e danneggiamento seguito da frana e ha creato un pool di sostituti ad hoc. «Il lavoro dei magistrati farà il suo corso - conclude Foti - loro devono ricostruire quanto fatto finora, noi invece vogliamo capire cosa fare adesso, quanto del paese può essere messo in sicurezza».