le misure
Tempesta Harry, Tajani a Palermo: «Un pacchetto di aiuti per le imprese danneggiate che commerciano con l'estero»
Il vicepremier, ministro degli esteri e segretario di Forza Italia in missione nelle regioni più colpite dal ciclone
Punta tutto sulle esportazioni e sulle imprese che hanno contatti con l'estero la missione che Antonio Tajani, ministro degli affari esteri e segretario di Forza Italia, sta svolgendo nelle tre regioni del sud colpite quasi due settimane fa dalla tempesta Harry. In mattinata Tajani ha incontrato a Palazzo d'Orleans il presidente della Regione Schifani e una delegazione di imprenditori, a cui il ministro ha illustrato un pacchetto di misure e ristori con cui il governo punta a sostenere l'export.
C'è una data, che Tajani dice quasi di sfuggita e che però è l'orizzonte entro cui si muove il governo: il 2027 è l'anno in cui l'obiettivo per il commercio italiano è di arrivare a 700 miliardi di esportazioni. "La Sicilia - dice Tajani - non può restare indietro". Su questo fanno perno non solo le misure che i vari enti coordinati dalla Farnesina erogheranno nei confronti delle imprese, ma anche gli altri messaggi lanciati da Tajani nel corso della sua conferenza stampa a palazzo D'Orleans. Parlando con i cronisti di infrastrutture necessarie a fare impresa con l'estero, Tajani ribadisce che la linea del governo è continuare con il ponte sullo Stretto di Messina: "Il ponte serve a rendere più veloci i collegamenti, non abbiamo la bacchetta magica per risolvere i problemi di viabilità ma stiamo lavorando per l'alta velocità e il ponte, faremo di tutto per migliorare i collegamenti". Il messaggio che il ministro ripete più volte è che "calabresi, siciliani e sardi non saranno lasciati soli", e da questo sono motivate le misure approvate dal suo dicastero: "Siamo con Ice, Simest, Sace, Cassa Depositi e Prestiti per fornirvi una serie di opportunità", dice Tajani agli imprenditori.
Nel concreto, altro termine che Tajani usa spesso dicendo "non siamo qui a fare passerelle": Ice permetterà alle aziende la partecipazione gratuita a fiere, mostre e manifestazioni Ice in Italia e all’estero, accesso gratuito ad attività promozionali, promozione gratuita su piattaforme di e-commerce internazionali e azioni pubblicitarie speciali sui marketplace esteri gestiti da Ice e gratuità di alcuni servizi dell’agenzia. Sarebbero inoltre previste, d’intesa con le Regioni, iniziative di internazionalizzazione dedicate come incoming operatori esteri, missioni imprenditoriali, workshop, formazione online, con un budget massimo di 1,5 milioni di euro per ciascuna regione. Il tetto di spesa complessivo sarebbe di 15 milioni di euro per le tre regioni. Eventuali quote già versate dalle imprese sarebbero rimborsate.
La Farnesina sta poi predisponendo misure con Simest e Sace: contributi a fondo perduto con cifre ancora da definire per l’erogazione di ristori alle imprese esportatrici delle aree colpite. Come successo in Toscana ed Emilia Romagna in occasione delle alluvioni, la misura potrà essere aperta a tutte le imprese esportatrici con eccezione di quelle operanti nei settori dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca, con un fatturato estero minimo del 3, e a tutte le imprese con un fatturato realizzato per almeno il 10 per cento del totale verso una o più imprese esportatrici. Sace sta poi predisponendo misure emergenziali, con una durata temporale fino al 30 giugno di quest'anno, come il posticipo del pagamento dei premi per le polizze di credito fornitore; proroghe gratuite dei termini delle coperture assicurative verso clienti esteri; favorire la concessione di moratorie fino a 12 mesi sui finanziamenti assistiti da Garanzia Sace in favore delle aziende con sede legale su territorio colpito dagli eventi alluvionali.
Anche Cassa Depositi e Prestiti potrà attivare misure di ristoro sotto forma di credito d'imposta, di importo pari al danno subito. Tale credito costituisce un diritto certo verso lo Stato ed è utilizzabile in compensazione fiscale nel tempo oppure cedibile.
Infine, il ministro degli esteri tira in ballo la sua esperienza sugli scenari europei quando accenna a un intervento del governo per chiedere alla Commissione europea la sospensione della direttiva Bolkestein per le aziende distrutte dall'alluvione. Ovvero chi ha delle concessioni balneari, dato che la direttiva Bolkestein è quella, contestatissima, che impone ai governi europei di mettere a gara le servizi demaniali e di fermare ogni tipo di rinnovo automatico. La sospensione lascerebbe le cose come sono, e il 2027 è dietro l'angolo non solo per i traguardi delle esportazioni, ma per l'arrivo delle elezioni politiche. Il segretario di Forza Italia è l'ultimo leader della triade del centrodestra a visitare la Sicilia, dopo Meloni e Salvini. Forse anche per questo rivendica tempestività: "In dieci giorni abbiamo attivato queste misure di compensazione, sfido chiunque a dire che siamo in ritardo".