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la scelta di vannacci

Stancanelli: «Io amico di Roberto, ma la storia della destra dice che chi va solo...»

L'analisi dell’europarlamentare catanese che con il generale ha spesso condiviso lo stesso banco a Strasburgo

03 Febbraio 2026, 21:22

Stancanelli: «Io amico di Roberto, ma la storia della destra dice che chi va solo...»

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Raffaele Stancanelli ha perso un compagno di banco. «Spero non un compagno di battaglie», sottolinea l’europarlamentare. L’addio di Roberto Vannacci dalla Lega lascia un po’ di «amarezza» al politico catanese. C’è anche un pizzico di dispiacere nella voce: «Fra noi si era creato un bel rapporto. Anche perché condividiamo diverse idee e diversi valori: la pensiamo allo stesso modo su onore, patria, fedeltà, famiglia e buon senso».

Fra i due c’è stato un colpo di fulmine (politico). L’intesa si è creata alla prima stretta di mano a Strasbrurgo. Anche se Vannacci ha riconosciuto (e rimproverato) a Stancanelli di essere «l’unico che lo ha battuto». Il militare infatti ha incassato quasi 500.000 preferenze spuntandola in quattro collegi su cinque. Nelle Isole l’ex sindaco di Catania lo ha superato abbondantemente.

Al di là degli scherzi Vannacci e Stancanelli hanno creato un legame, politico e amicale, che li ha visti fianco a fianco molte volte in questo anno e mezzo ali Parlamento Europeo. «Abbiamo condiviso molte battaglie e sono convinto che questo non cambierà», commenta Stancanelli, che oggi pomeriggio ha scambiato due chiacchiere con l’ex collega di partito. La notizia del divorzio con Matteo Salvini era stata battuta dalle agenzia solo da poche ore.

«Ci siamo visti e gli ho palesato di non essere d’accordo. Anche perché all’interno della Lega c’è davvero massima libertà di movimento e d’espressione», dice.

Ma le ha detto i motivi che lo hanno spinto a lasciare?

«Non siamo entrati nei dettagli», risponde un ermetico Stancanelli che sulla politica ha idee e regole molto precise. «Un partito non si lascia fino a che non si conclude il mandato dato dagli elettori, che ci hanno votato», aggiunge l’ex sindaco di Catania.

«Nessun rancore. Tutti sono utili e nessuno è indispensabile», dice Stancanelli sposando in pieno le parole del ministro alle Infrastrutture. Vannacci vuole volare da solo, ma il rischio è di fare la fine di Icaro. «La storia della destra dimostra che i progetti isolati non hanno lunga vita», è l’analisi del patriota.