4 febbraio 2026 - Aggiornato alle 10:59
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L'intervista

"L'inchiesta che mi riguarda? Sono innocente"

Il deputato regionale Ignazio Abbate parla dei guai giudiziari e del futuro politico: "Resto con la Dc"

04 Febbraio 2026, 09:05

Ignazio Abbate, deputato Ars

Ignazio Abbate, deputato Ars

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«Mi sembra una cosa assurda, mai si è visto che un sindaco sia accusato di responsabilità su un atto amministrativo. Ci sono, pubblicate, le determine di accettazione, impegno e liquidazione, per verificarlo basta andare sul sito». Così il deputato Ignazio Abbate si difende dall’accusa sulla gestione dei buoni libro con fondi vincolati destinati ad altro. Per questo motivo il deputato modicano, sindaco per ben 9 anni, risulta indagato insieme all’allora segretario generale del Comune, Giampiero Bella, che ricopriva ad interim l’incarico di responsabile del settore finanziario. Un altro campo d’imputazione nella stessa inchiesta per gli indennizzi dei danni causati dalla tromba d’aria che colpì Modica nel 2021. Stavolta ad Abbate (insieme a Bella) viene contestato l’utilizzo dei fondi regionali destinati ai buoni libro per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, risorse vincolate per legge al sostegno delle famiglie nell’acquisto dei libri di testo. I reati ipotizzati dalla Procura iblea sono indebita destinazione di denaro pubblico in concorso.

Abbate, dunque, non ci sta, contesta l’inchiesta, ma si dice fiducioso per l’esito finale. A differenza di quanto fatto fino ad oggi, però, il deputato della Dc annuncia querele contro quella che definisce una strumentalizzazione mediatica. «Attendiamo fiduciosi l’esito della giustizia e convinti della regolarità degli atti - afferma Ignazio Abbate - abbiamo fatto tutto come da prassi trasferendo gli atti agli uffici preposti». L’ex sindaco di Modica è convinto quindi che riuscirà a spiegare tutto e a dimostrare la sua innocenza su questa inchiesta partita dalla verifica degli atti fatta dalle fiamme gialle all’interno del palazzo San Domenico. Intanto il deputato della Dc guarda avanti e pensa al suo futuro politico precisando di essere convintamente dentro la Democrazia Cristiana.

“Il partito c’è ed è più vivo che mai - dice - poi è chiaro che guardiamo anche agli altri partiti per una sponda a livello nazionale e in questo caso, escludendo Fratelli d’Italia, guardiamo a tutto il centrodestra”. Per quanto riguarda invece le ultime spaccature in seno al centrodestra provinciale con Fdi che ha lasciato la giunta Leontini, Abbate aggiunge: «Il fatto è che, in provincia di Ragusa, Fratelli d’Italia ha due anime e poi ci sono delle anomalie come Ispica, appunto, dove pur non avendo consiglieri il partito meloniano era rappresentato in giunta».