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gli scenari

Il sorpasso che (per ora) non c’è: il centrodestra resta avanti, ma l’esordio di Vannacci agita i sondaggi

Fratelli d’Italia resta primo partito ma arretra di poco, il Pd non sfonda, il M5S recupera terreno. Intanto “Futuro Nazionale” di Vannacci compare nelle rilevazioni: quanto vale davvero e da chi prende i voti?

06 Febbraio 2026, 00:19

Il sorpasso che non c’è (per ora): il centrodestra resta avanti, ma l’esordio di Vannacci agita i sondaggi

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L’ultimo rilevamento dell’Istituto Only Numbers assegna a Fratelli d’Italia il 29,8%. La rilevazione è stata diffusa a Porta a Porta. Pochi decimali più in basso, il Partito Democratico si ferma al 23,1%, mentre il Movimento 5 Stelle rialza la testa all’11,3%. Ma l’occhio corre altrove: nel labirinto delle percentuali spunta un logo nuovo, Futuro Nazionale, l’esperimento politico di Roberto Vannacci. In un sondaggio è accreditato dell’1,6%, in un altro tocca il 4,2%. Dov’è la verità? E soprattutto: da chi attinge il generale?

L’istantanea di Porta a Porta: centrodestra solido, M5S in risalita, Lega in affanno

Secondo la rilevazione Only Numbers presentata il 5 febbraio 2026, l’area di governo mantiene una posizione di vantaggio. Fratelli d’Italia al 29,8% (in calo di 0,2 punti rispetto al 12 gennaio), Forza Italia stabile al 9%, Lega in flessione all’8% (meno 0,5). Sul fronte dell’opposizione, Partito Democratico al 23,1% (meno 0,3), Movimento 5 Stelle in crescita all’11,3% (più 1,1). Completano il quadro Alleanza Verdi e Sinistra al 6,4% (meno 0,1), Azione al 3,7% (più 0,1), Italia Viva al 2% (meno 0,8), +Europa all’1,8% (più 0,2), Noi Moderati allo 0,8% (meno 0,2). In sintesi: coalizione di centrodestra al 47,6%, “campo largo” senza Azione al 44,6%; la massa degli astenuti/indecisi scende comunque a un ancora imponente 45,7%. Questi numeri fissano i rapporti di forza immediati e certificano due tendenze: il primo partito resta avanti ma non dilaga; nel centrosinistra il Pd non capitalizza, e il M5S riapre un canale con parte del suo elettorato perduto. 

Un debutto bifronte: Vannacci tra l’1,6% e il 4,2%

Il colpo di scena, però, ha un nome proprio: Roberto Vannacci. L’eurodeputato, dopo l’addio alla Lega, ha registrato il marchio del suo nuovo progetto, Futuro Nazionale, depositando un simbolo blu con un’ala tricolore e il cognome in evidenza. Un gesto formale che ha accelerato le letture politiche: si tratta di un semplice posizionamento o dell’embrione di un partito? Di certo, i sondaggi hanno iniziato a misurarne la potenzialità. Nella rilevazione Only Numbers il nuovo soggetto vale l’1,6%; nella fotografia YouTrend per Sky TG24 il suo peso sale al 4,2%, cioè sopra (o appena a ridosso, se lo sbarramento nazionale tornasse al 4%) della soglia. Un divario notevole, che riflette sia le differenze di metodo e questionario sia la volatilità tipica delle fasi fondative.

Da dove arrivano quei voti? Il travaso che preoccupa la destra

Il dato più interessante della rilevazione YouTrend per Sky TG24 non è tanto la quota assoluta di Futuro Nazionale, quanto la sua “geografia di provenienza”. Secondo l’istituto, oltre il 40% degli elettori potenziali del nuovo soggetto proverrebbe dall’area della destra parlamentare: circa 23% da Fratelli d’Italia, 18% dalla Lega, con contributi minori ma non trascurabili da Forza Italia e dall’arcipelago sovranista extra-parlamentare. Tradotto: l’emergere di Vannacci ridisegna gli equilibri interni al centrodestra, erodendo in primo luogo il bacino meloniano e, in seconda battuta, quello salviniano. È un segnale che, se consolidato, potrebbe incidere su liste, collegi e leadership locali alla vigilia dei prossimi appuntamenti amministrativi.

Il contesto: la “Supermedia” e gli altri sondaggi confermano il primato FdI, con oscillazioni di breve periodo

Nelle ultime settimane, la Supermedia YouTrend/AGI ha fotografato Fratelli d’Italia in un corridoio tra il 29,8% e il 30,2%, con un Pd intorno al 22-23% e un M5S a cavallo dell’11-12%. È uno scenario coerente con l’istantanea di Porta a Porta: il primo partito governa una flessione fisiologica, mentre l’opposizione resta divisa fra democratici e pentastellati. In parallelo, il settimanale SWG per il Tg La7 del 2 febbraio 2026 dava FdI al 31,3%, Pd al 22,5%, M5S al 12%, a conferma di un quadro dinamico ma senza strappi. In tutti i casi, gli intervalli d’errore e le diverse tecniche di rilevazione spiegano scostamenti di qualche punto percentuale. 

Vannacci, simbolo registrato e posizionamento politico: oltre il test delle cifre

Sul piano organizzativo, il marchio “Futuro Nazionale” risulta registrato presso l’EUIPO con un utilizzo previsto per “servizi nell’ambito della politica”, eventi e materiale promozionale. Segnale di strutturazione, ma non ancora prova di radicamento territoriale. E sul piano del profilo pubblico il generale continua a polarizzare: tra sostenitori attratti da una cifra sovranista senza filtri e critici che leggono nelle sue posizioni una deriva ultra-conservatrice. Un recente approfondimento della stampa internazionale ha inquadrato la sua scissione come una sfida tanto a Matteo Salvini quanto, indirettamente, alla leadership di Giorgia Meloni, perché intercetta un pezzo dell’elettorato di destra più radicale. 

Perché l’1,6% non contraddice il 4,2%

La discrepanza fra l’1,6% di Only Numbers e il 4,2% di YouTrend non è un “errore” ma l’effetto di tre variabili chiave: il “modello di scheda”. Se il questionario presenta la lista Futuro Nazionale con simbolo e leader, la propensione a dichiararla può crescere; se resta una “voce generica”, prevale l’effetto prudenza. Il grado di notorietà. Un soggetto appena nato ha un profilo mediatico molto influenzato dall’“onda del momento”: un servizio in prima serata, un’intervista, una polemica possono spostare l’1-2% nell’arco di pochi giorni, dentro o fuori il margine d’errore. L’interazione con lo sbarramento. Se gli intervistati percepiscono Futuro Nazionale “sotto soglia”, una parte evita il “voto sprecato” e ripiega sul partito preferito della coalizione. Al contrario, se passa l’idea del 4% raggiungibile, cresce la disponibilità a dichiararlo.