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Politica

Modica, monta il dibattito: Alternativa Socialista spara a zero

Riflettori puntati sul parcheggio dell'ospedale Maggiore e sull'istituzione della commissione d'inchiesta legata al dissesto

06 Febbraio 2026, 00:56

Comune Modica

Il palazzo municipale di Modica

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Il dibattito politico modicano torna a infiammarsi su due fronti che toccano da vicino la vita quotidiana dei cittadini: la gestione del parcheggio dell’ospedale Maggiore e la commissione d’inchiesta sul dissesto finanziario. A riaccendere la discussione è il comitato L’Alternativa Socialista Modica, che attraverso il portavoce Antonio Ruta diffonde una nota dai toni fermi, intrecciando critica politica e sensibilità sociale.

Al centro della prima polemica ci sono le dichiarazioni del sindaco, secondo cui il Comune non avrebbe competenza sull’area di sosta del nosocomio. I Socialisti scelgono di non entrare nel merito giuridico, ma spostano l’attenzione su ciò che ritengono essere il vero nodo: l’efficacia dell’azione politica. “Non intendiamo contestare l’assunto giuridico in assenza di atti — scrivono — ma un cavillo non annulla i disagi quotidiani dei cittadini. Chi rappresenta la città ha il dovere di una presa di posizione politica forte e concreta, che vada oltre la burocrazia.”

Da qui l’invito a palazzo San Domenico ad aprire subito un’interlocuzione con l’Asp, per evitare che la vicenda scivoli nel grottesco e si trasformi nell’ennesimo capitolo di una “faida interna al centrodestra”, con l’utenza a pagarne le conseguenze.

Non meno acceso è il giudizio sulla commissione d’Inchiesta sul dissesto finanziario, istituita dal Consiglio comunale. Pur riconoscendo l’utilità dello strumento, l’Alternativa socialista ne critica la composizione, ritenuta troppo chiusa e autoreferenziale. La scelta di limitare la commissione ai soli consiglieri, senza coinvolgere tecnici, sindacati o associazioni, viene letta come un’occasione mancata. Per il comitato, infatti, il dissesto non è un semplice esercizio contabile, ma un “evento epocale” che incide direttamente su famiglie e imprese.

“La Commissione sarebbe stata l’occasione perfetta per aprire il palazzo ai cittadini” afferma Ruta, sottolineando la necessità di una riflessione collettiva non solo sulle cause del default, ma anche sulla distanza che separa il Buon Governo dall’illusione di un falso efficientismo.

La nota si chiude con un richiamo all’ottimismo della volontà di Gramsci, quasi a voler bilanciare la severità delle critiche con una fiducia, seppur cauta, nella possibilità di un cambio di passo. “Vogliamo sperare in un futuro migliore del presente — conclude il comitato — ma sia chiaro: ad ognuno le proprie responsabilità”.