Politica
Scontro al calor bianco tra presidente e assessore al Consiglio comunale di Vittoria
Quali sono le ricadute politiche dopo lo scambio di accuse tra Fiore e Nicastro?
Un momento della fase concitata di giovedì sera
Prove tecniche di ordine, sicurezza e maleducazione. A Vittoria il decreto sicurezza del Governo Meloni viene sperimentato in consiglio comunale, luogo dove gli interventi iniziano con affettata riverenza e nauseante cerimoniosità («Buonasera colleghi consiglieri, buonasera signor sindaco, buonasera signori assessori, signor segretario generale, signori dirigenti, forze dell’ordine, pubblico presente e chi ci guarda da casa») e si concludono mandandosi a quel paese con gli indici puntati in faccia e scambi di epiteti come: «Lei è maleducato»; «No, lei è maleducata; metta a verbale che il consigliere-assessore Nicastro provoca il Consiglio e non ha rispetto del presidente»; «E metta a verbale anche che la presidente non sa fare rispettare le regole»; «Assessore, la faccio accompagnare fuori dall’aula perché disturba il Consiglio»; «Io non mi alzo, lei si deve vergognare»; «Chiamo i vigili urbani per fare uscire dall’aula il consigliere Nicastro».
A quel punto due ragazze in divisa di corporatura esile si piazzano alle spalle del consigliere Nicastro ma si guardano bene dal prendere di peso l’espulso: per farlo uscire con la forza avrebbero dovuto chiamare due buttafuori da discoteca, non matricole di polizia locale. Nicastro, per contro, continua imperterrito a litigare con la presidente Fiore. La quale, nella fattispecie, dimostra di non aver saputo gestire i lavori: dopo avere fatto intervenire la polizia invano, avrebbe dovuto sospendere e rinviare la seduta a data da destinarsi.
Volendo fare un paragone calcistico, è come se l’arbitro dopo avere estratto il cartellino rosso in faccia a un calciatore consente allo stesso di rimanere in campo fino al 90’. Stavolta ha vinto Nicastro. Lo spettacolo di giovedì sera, più esilarante che edificante, ci conferma che la fine di questa legislatura è attesa come una manna dal cielo.
Se l’assessore alla Cultura Arturo Barbante (uomo colto e dotato di grande humour) e la direttrice della stagione teatrale Tiziana Bellassai decidessero di inserire le sedute consiliari nel cartellone della stagione teatrale amatoriale, e a tratti dialettale, ci vorrebbero più repliche per soddisfare la platea.
Il tema della sicurezza? Il Consiglio è durato 3 ore e passa per non concludere nulla. Dopo la bagarre è stato aggiornato ad altra data, per consentire la redazione di un documento da riportare in aula e da approvare senza dibattito. Un documento inutile, perché qualunque contenuto produrrà, nulla cambierà nel modus operandi della città di Vittoria. Se ci fate caso, la bagarre tra la Fiore e il Pd è scoppiata dopo l’approvazione del bilancio di previsione. Ora dei 5 voti Dc, anzi 4 perché la consigliera Rosetta Noto sta più tempo in Albania che in Italia, si potrà fare a meno fino all’approvazione del bilancio consolidato, 31 ottobre.
Le richieste di dimissioni dell’assessore Nicastro avanzate ufficialmente dal gruppo Dc provocano solo ilarità. Nicastro, che ha ricevuto la copertura della segretaria Pd Roberta Sallemi, non si dimetterà mai. Né il sindaco, l’unico che dà e revoca le deleghe assessoriali, asseconderà la richiesta di un partito utile solo per approvare i bilanci in Consiglio.
La sicurezza è un tema nazionale, ben altri sono i problemi che paralizzano la città di Vittoria di cui dovrebbe occuparsi il Consiglio. Che fine hanno fatto il Pug e le zone bianche di cui non si parla più in aula? A che punto è il lavoro del dirigente Elio Cicciarella che avrebbe dovuto completare gli adempimenti relativi al Pug? E riguardo alla relazione annuale del sindaco, sono pronte le relazioni sulle funzioni svolte dagli esperti in seguito alla loro nomina? In passato la Corte dei conti ha recuperato soldi dati a esperti ritenuti inidonei a svolgere quei compiti.