Dichiarazioni
Renzi: «Meloni ha paura; usa il referendum come diversivo, tasse e sicurezza i veri nodi»
Il leader di Italia Viva, in un'intervista a La Stampa, ipotizza le non dimissioni della premier anche se dovesse vincere il No
«Meloni ha paura, ma il referendum le serve per offrire un diversivo all’opinione pubblica. Così non parla dei due veri problemi del governo: aumento della pressione fiscale e diminuzione della sicurezza. Se stiamo su tasse e coltelli, Meloni perde. Se invece la butta sulla separazione delle carriere, se la gioca». Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, in un’intervista alla Stampa, sostenendo che, anche se vincerà il «No», la Meloni «non si dimetterà mai, nemmeno se perde. E, comunque, più di un’eventuale sconfitta al referendum, le fa male Vannacci.» A destra, prosegue Renzi, "dicevano di essere una falange contro la sinistra divisa. Ora scoprono che la sinistra fa le mozioni insieme in Parlamento, persino sulla sicurezza, e loro invece si dividono e perdono pezzi".
Schlein, ha aggiunto Renzi parlando dell’opposizione, «ha scelto una linea più di sinistra per il Pd ed è un posizionamento legittimo», mentre Casa Riformista «deve essere il luogo in cui questi contenuti vengono proposti alla coalizione. L’anima di un centrosinistra che non sia solo sinistra. E deve essere un partito che possa essere votato dai delusi del Pd, certo, ma anche dai delusi del centrodestra».
In questo senso, aggiunge, «riconosco che sindaci come Beppe Sala, Silvia Salis, Gaetano Manfredi e altri meno noti, ma ugualmente bravi, sono un valore aggiunto decisivo».
Ora, conclude, l’importante «è mettere giù 4 o 5 punti su cui siamo già d’accordo: sanità, scuola, lavoro, tasse, sicurezza. Poi si avvia il percorso per scegliere il leader, con le primarie o con il sistema del partito più votato. Per me la partita è aperta, più aperta di quello che pensino a destra».