IL CASO
Andrea Pucci e l’onda d’odio: la satira sotto assedio a Sanremo
La decisione del comico scatena reazioni politiche, solidarietà della premier e accuse di censura
Dietrofront di Andrea Pucci: il comico rinuncia a Sanremo dopo le polemiche seguite all’annuncio della sua presenza come co-conduttore della terza serata del Festival. L’artista denuncia un “onda mediatica negativa” che ha accompagnato la notizia della sua partecipazione, seguita, afferma, da insulti e minacce «incomprensibili e inaccettabili».
Una scelta che provoca l’intervento della presidente del Consiglio, la quale esprime «solidarietà» all’artista e stigmatizza il «clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui». «È inaccettabile che la pressione ideologica arrivi al punto da spingere qualcuno a rinunciare a salire su un palco» scrive Giorgia Meloni sui social, attaccando «il doppiopesismo della sinistra, che considera ‘sacrà la satira, insulti compresi, quando è rivolta verso i propri avversari, ma invoca la censura contro coloro che dicono cose che la sinistra stessa non condivide‘.» Per la premier, «la deriva illiberale della sinistra in Italia sta diventando spaventosa».
Al momento nessun commento da Carlo Conti, direttore artistico del Festival, che sceglie il silenzio e si limita a pubblicare sui social una foto di famiglia per il compleanno del figlio Matteo.
Interviene invece la Rai, che esprime «grande rammarico» per la decisione del comico e «preoccupazione per il clima d’intolleranza e di violenza verbale generato nei confronti di un artista che ha fatto della satira e della comicità non conformiste il suo modo di esprimere libertà di pensiero». Per l’azienda, si tratta di una «forma di censura», «attraverso la diffusione di odio e pregiudizio», che «dovrebbe preoccupare chiunque lavori nel mondo dello spettacolo».
La consigliera di amministrazione Rai Federica Frangi invita l’attore a ripensarci: «Al di là dell’umorismo che può piacere o no, la satira non è proprietà di nessuno: o è libera sempre, oppure non è più satira. Spero che Andrea Pucci possa ripensarci e venga accolto a Sanremo.»
Di segno opposto la reazione di un altro consigliere, Roberto Natale, che si indigna per il comunicato di «grande rammarico»: «Gran parte dell’opinione pubblica attendeva piuttosto che la Rai esprimesse in modo ufficiale ‘grande rammarico’, e magari delle scuse, per la straordinaria figuraccia, italiana e internazionale, che ci ha regalato la telecronaca di apertura delle Olimpiadi».
Sulla vicenda Petrecca, la Rai per ora non si è pronunciata; nei prossimi giorni è previsto un incontro tra il direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, e l’amministratore delegato Giampaolo Rossi.
Nel frattempo, il susseguirsi delle polemiche — prima sulla telecronaca della cerimonia olimpica di Petrecca e ora sul co-conduttore di Sanremo — ha innescato un putiferio politico. Sul caso Pucci, la maggioranza — dalla premier a ministri e parlamentari — punta il dito contro il centrosinistra: «Pd, giornali, tv di sinistra e commentatori radical chic hanno attaccato in maniera indegna un grande professionista».
"Io sto con Andrea Pucci. Evviva la libertà di pensiero, di parole e di sorriso" dichiara Matteo Salvini; per Antonio Tajani il comico «è l’ultima vittima del politicamente corretto». Daniela Santanchè ironizza sugli «intrepidi difensori della libertà di stampa e di satira. Ovviamente solo se di sinistra». Ignazio La Russa, presidente del Senato, lo invita a «tornare sui suoi passi. Ho sempre sostenuto che la satira non possa e non debba censurata: lo pensavo quando a calcare il palco di Sanremo erano comici dichiaratamente di sinistra». Maurizio Gasparri attacca l’opposizione: «Vanno in piazza con i criminali di Akatasuna poi invece linciano un comico». Anche il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, parla di «sinistra isterica».
Dal centrosinistra arrivano le repliche. Elly Schlein non commenta, mentre il capogruppo Pd in Vigilanza, Stefano Graziano, osserva che «mentre il Paese affronta le emergenze il governo pensa alla scaletta di Sanremo» e apprezza la «scelta di buon senso di Pucci che non appartiene a Petrecca». Per il leader M5s, Giuseppe Conte, il governo «deve parlare del comico Pucci per distrarci tutti ancora un po’ con la grancassa mediatica in mano ai partiti di maggioranza al seguito. I loro problemi sono i comici che andranno a Sanremo». Secondo Nicola Fratoianni (Avs), Meloni «al suo solito strumentalizza l’occasione per attaccare la sinistra. Non si è accorta però che nessuno ha chiesto a Pucci di ritirarsi».