l'intervista del 2012
Quando Zichichi fu assessore in Sicilia: «Crocetta non lo conoscevo, ho accettato la sua proposta grazie a una formidabile telefonata»
Riproponiamo il colloquio di 14 anni fa, quando lo scienziato - morto oggi - era stato appena nominato nella giunta di centrosinistra. La sua esperienza politica, però, durò appena 5 mesi
«Salve, zono Zichichi. La mia segretaria mi ha detto che ho ricevuto una telefonata da questo numero a cui sto chiamando». (Segue silenzio: superato l'iniziale imbarazzo, alimentato dal sospetto che dall'altro capo della cornetta ci possa essere un collega buontempone che imita Crozza che imita Zichichi, l'intervistatore si avventura nell'intervista).
Buon pomeriggio professore. O preferisce essere chiamato assessore?
«Mi chiami come vuole. Ma vorrei sapere con chi parlo e cosa volete da me... ».
È la redazione de La Sicilia e vorremmo un commento, da neo-assessore ai Beni culturali, sull'imprenditore arrestato perché avrebbe intascato una quota dei biglietti dei siti della Regione.
«Non ne so nulla. E non commento ciò che sconosco. Chiariamo subito un concetto: io vivo tra le nuvole. Ho accettato l'invito di Crocetta, ma il mio sarà un contributo scientifico-tecnologico per far voltare pagina alla Sicilia».
Ma almeno ci può dire se è favorevole alla gestione dei privati?
Insomma, lei sarà sempre un fisico che fa l'assessore...
«Sarò entrambe le cose. Ho un sacco di progetti per Crocetta e per i siciliani. Ma sia chiaro: la mia sarà una cultura al passo con le grandi scoperte scientifiche, diversa dalla concezione della cultura moderna che è prearistotelica e quindi né logica, né scienza».
Più scienza per tutti, dunque.
«Al di là degli slogan: oggi la cultura dominante ha terrorizzato l'opinione pubblica mondiale con l'anidride carbonica e l'effetto serra, ma se vivessimo davvero l'era della scienza affronteremo le 71 emergenze planetarie di cui nessuno dei media, nemmeno lei, parla mai».
Così ci fa sentire in colpa...
«La potenza dei media è cresciuta, ma il loro livello è calato. Le faccio un esempio. In una capitale europea è stato realizzato un sondaggio con i cittadini fermi al semaforo col telefonino. Chi ha il telefonino, non so se lei ne è consavole, porta in mano le frontiere dell'elettrodinamica quantistica. Ebbene, alla domanda "è la terra o il sole a girare?", sette su dieci hanno risposto il sole. Capisce in che era viviamo?».
Sì, ma le confessiamo di sentirci dentro una gag di Crozza...
«Guardi, io questa cosa l'ho già detta: fa più cultura Crozza di tutti i media messi assieme. Perché lui quando mi imita dice: "La terra gira attorno al sole senza fermarsi mai. Sapete perché? Perché non trova parcheggio!. Ecco, battute a parte, chi ascolta Crozza non dirà mai che il sole gira intorno alla terra, come il 70% dei cittadini col telefonino al semaforo».
Perché ha deciso di diventare assessore di Crocetta?
«In vita mia ho rifiutato più volte di fare il ministro, e se ho accettato questo non è perché ho tempo da perdere. L'ho fatto sia per l'orgoglio di siciliano che vuole aiutare la sua terra, sia perché ho sposato l'energia del progetto di Crocetta».
Come è riuscito a convincerla?
«Non ci conoscevamo. Un giorno mi arriva una telefonata formidabile. Crocetta mi ha impressionato positivamente: sapeva tutto di me, mi ha quasi lusingato. Ma la cosa che mi ha fatto decidere per il sì è stato il suo impegno che con la mia presenza in giunta la Sicilia sarebbe diventata un punto di riferimento mondiale dell'impegno contro le 71 emergenze planetarie. Capirà che non potevo dirgli di no».
Certo. Ma oltre a quelle planetarie, il ruolo di assessore comporta anche altre emergenze. Il degrado dei siti, la grana dei custodi...
«No, su questo aspetto sono stato chiaro. Io mi occupo di pensare e realizzare progetti e non di rogne amministrative. Ho sempre fatto così e i risultati, limitandomi alla Sicilia, sono sotto gli occhi di tutti: dai Laboratori nazionali del Sud a Catania al Centro di Erice».
Ma per le rogne amministrative dovrà comunque delegare qualcuno. Sarà una persona di sua fiducia o un uomo di Crocetta?
«Questo dobbiamo ancor deciderlo, ma è l'ultimo dei problemi».
Quanto della sua risorsa tempo potrà dedicare ai progetti per la Sicilia?
«Non moltissimo. Ma nemmeno questo mi preoccupa, innanzitutto perché la tecnologia mi permette di lavorare anche da Ginevra. E poi perché anche i miei nemici riconoscono che se li batto è soprattutto per la velocità con cui lavoro».
Cosa dire ai giovani siciliani in fuga perché nemmeno la cultura dà pane?
«Un'altra sciocchezza della cultura dominante. Se c'è la qualità dei progetti, come al laboratorio del Gran Sasso con migliaia di talenti da tutto il mondo, il problema non si pone. Cari giovani, riscoprite l'orgoglio di essere siciliani, guardate al formidabile esempio di Archimede, il più grande pensatore di tutti i tempi, al quale erigerò una statua perché in Sicilia non ce n'è nemmeno una».