11 febbraio 2026 - Aggiornato alle 00:03
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il caso

Marina Berlusconi voterà sì per “spezzare il giogo” (e dà quasi lo "sfratto" a Tajani)

Un endorsement che scuote toghe e politica alla vigilia del referendum: la primogenita del Cavaliere si schiera per la separazione delle carriere e c'è una frase sul leader di Forza Italia che fa discutere

10 Febbraio 2026, 18:05

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“Spezzare il giogo”: perché il Sì di Marina Berlusconi fa deflagrare il dibattito sulla giustizia

Un endorsement che scuote toghe e politica alla vigilia del referendum: la primogenita del Cavaliere si schiera per la separazione delle carriere, denuncia il “vergognoso mercato di nomine” e apre il dossier più delicato del sistema giudiziario italiano

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Marina Berlusconi pronuncia la formula «voterò Sì al referendum», aggiungendo che serve «spezzare un giogo che soffoca tutti», e riaccende il dibattito sul referendum del 22 e 23 marzo 2026. Non un voto identitario “pro o contro” un governo, insiste la figlia di Silvio, ma una scelta “di contenuto”: la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, il doppio CSM estratto a sorteggio, l’Alta Corte disciplinare. E poi l’accusa più tagliente: un «vergognoso mercato di nomine» che, a suo dire, condiziona la giustizia.

La presidente di Fininvest e Mondadori premette: non è una resa dei conti col passato del padre, Silvio Berlusconi; non è “spirito di parte”. È una posizione che si iscrive in una tradizione culturale del centrodestra, certo, ma che rivendica autonomia di giudizio e un orizzonte più largo: «La separazione delle carriere è necessaria per garantire la vera terzietà del giudice», afferma. E nel perimetro di Forza Italia, il suo ragionamento diventa anche un messaggio di fase due: Antonio Tajani ha “tenuto insieme” il partito, ma «adesso comincia una fase nuova», con l’inevitabile parola-chiave: rinnovamento. Il segretario replica che il rinnovamento «è in corso da un pezzo» e annuncia una campagna sul referendum, poi il congresso che eleggerà il nuovo leader in vista del 2027: un botta e risposta che dice molto dell’assestamento azzurro e della centralità del voto di marzo.

Le parole della presidente di Fininvest trovano una sponda nella cronaca giudiziaria dell’ultimo decennio. Il 2019 è l’anno del caso Palamara: indagini della Procura di Perugia, intercettazioni, chat, riunioni informali (“Hotel Champagne”), sospetti di lottizzazione negli incarichi direttivi, dimissioni in serie al CSM e un forte monito dal Quirinale. Quell’inchiesta ha lasciato un segno profondo nella percezione pubblica, tanto che lo stesso Palazzo dei Marescialli è stato attraversato da un dibattito su come rendere più trasparenti le procedure e limitare la presa delle correnti.

La presidente di Fininvest, interviene sul dibattito interno a Forza Italia e difende il ruolo di Antonio Tajani.

«Ho letto i retroscena, e vorrei sgombrare il campo da equivoci: penso che a Tajani noi elettori di Forza Italia dovremmo solo esprimere gratitudine e apprezzamento per quello che ha fatto e che continua a fare. Ha tenuto saldo il partito in un momento delicatissimo. Adesso inevitabilmente comincia una fase nuova, in cui bisogna guardare avanti e costruire il futuro. Sono certa che il primo a saperlo e a volerlo fare sia proprio lui».

Berlusconi rivendica il suo legame con la formazione politica fondata dal padre e delinea le priorità da imprenditrice e cittadina.

«Ovviamente – aggiunge – ho un legame speciale con il partito cui mio padre ha dedicato trent'anni di vita e che porta il suo nome nel simbolo. E soprattutto mi riconosco nei valori che lo ispirano e che considero una risorsa preziosa per il centrodestra e per il Paese. Però il destino di Forza Italia è nelle mani di Forza Italia, io faccio l'imprenditore. E cosa c'è di strano se un imprenditore chiede meno burocrazia, più liberalizzazioni e meno tasse? Come cittadina, poi, potrò pur aspettarmi più coraggio sui diritti civili».

Infine, sollecita un confronto ampio e inclusivo all'interno del partito, evitando contrapposizioni. «Penso che Forza Italia – aggiunge – come qualunque organizzazione, abbia tutto da guadagnare dalla libera circolazione di idee. Quelle di Occhiuto, certo, ma anche di altri, e non solo politici. Si tratta di aprire, allargare, senza penalizzare nessuno e senza creare divisioni. L'unità è fondamentale, non solo per Forza Italia, ma per tutto il centrodestra».