Politica
Il caso Bitetti a Ragusa, Poidomani: "Si è autosospeso dal partito prima di ogni decisione. La procedura era in corso"
Il coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia chiarisce quello che sta accadendo nella vicenda che riguarda da vicino il consigliere comunale
Il coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia Luca Poidomani
A Ragusa, il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Luca Poidomani, interviene sulla decisione del consigliere comunale Rocco Bitetti di autosospendersi dal partito e di confluire in un nuovo gruppo consiliare, mossa arrivata dopo l’avvio del procedimento disciplinare a suo carico e che nelle ultime ore ha alimentato il confronto politico cittadino.
«Il procedimento disciplinare era stato avviato il 30 dicembre ed è tuttora in corso — chiarisce Poidomani — e non prevedeva automaticamente l’espulsione. La gamma delle sanzioni è ampia e comprende anche misure più leggere. Avevamo chiesto un confronto per chiarire alcuni passaggi. Bitetti, invece, consapevole della carenza di motivazioni dietro alle sue scelte e che la commissione dei probiviri avrebbe dovuto valutare non solo i fatti ma anche la mole di comunicati e dichiarazioni rilasciate nelle ultime settimane — spesso in evidente contrasto con la linea del partito e con il ruolo di un consigliere di opposizione — ha scelto di anticipare i tempi autosospendendosi e approdando a un altro gruppo consiliare».
Il coordinatore non cela l’amarezza per uno strappo maturato dopo un lungo tratto di cammino comune: «C’è un dispiacere umano e politico. Con Rocco abbiamo iniziato molti anni fa, ai tempi di Alleanza Nazionale. Tuttavia, era ormai evidente che non sussistevano più le condizioni per proseguire insieme. Il suo atteggiamento nei confronti della maggioranza è stato nel tempo eccessivamente morbido e poco coerente con il mandato di opposizione ricevuto dagli elettori».
La distanza si è acuita in occasione del voto sul Bilancio di previsione pluriennale: «Il bilancio è l’atto politico per eccellenza di una maggioranza. Bitetti non solo ha presentato emendamenti con importi completamente difformi rispetto a quelli concordati e indicati dal partito — emendamenti che, nei fatti, collimavano perfettamente con le esigenze della maggioranza, snaturandone la portata — ma ha infine votato lo stesso bilancio, sul quale era stata definita una posizione chiara e inequivocabile. Un comportamento che ha inevitabilmente alimentato il dubbio di intese politiche che sfuggivano alla nostra percezione. Per un partito di opposizione, questo rappresenta un problema serio. D’altronde non poteva non essere consapevole che quel gesto avrebbe comportato conseguenze sul piano politico. Egli stesso lo ha ammesso nelle dichiarazioni rese a margine del voto sul bilancio e in una recente intervista, nella quale ha definito “un miracolo” il fatto di essere ancora all’interno del partito».
Poidomani sottolinea anche una contraddizione nelle esternazioni del consigliere: «Colpisce che, pur dichiarando di autosospendersi, continui a rivendicare l’appartenenza a Fratelli d’Italia. L’autosospensione in Consiglio appare come un escamotage meramente formale: nei fatti, il consigliere, anche alla luce della sua scelta, non rappresenta più Fratelli d’Italia. Ogni sua dichiarazione è e resta personale».
Sulle motivazioni addotte da Bitetti, che parla di scelte compiute “per il bene della città”, il coordinatore è tranchant: «Richiamare genericamente il “bene della città” senza fornire alcuna spiegazione concreta e coerente sulle proprie scelte politiche, in sede di riunione, rischia di diventare una formula vuota, priva di reale significato. Il bene della città non può essere uno slogan dietro cui nascondere decisioni che non sono mai state motivate in modo chiaro né condivise con il partito di appartenenza. A maggior ragione se il voto favorevole non è stato determinante. Nei fatti appare più come un volersi arrampicare sugli specchi».
E rimarca la natura squisitamente politica della vicenda: «Quando si sceglie di far parte di un partito si accettano regole precise e condivise. Non è una questione di rigidità, ma di rispetto e coerenza. È evidente che tali regole, nel caso specifico, siano state ignorate. Il procedimento disciplinare prosegue e terrà conto di tutto ciò che è stato fatto e dichiarato».
«La scelta di autosospendersi — conclude Poidomani — è stata autonoma e anticipatoria. Fratelli d’Italia continuerà a lavorare in maniera seria e coerente. E lo farà davvero per il bene della città, non limitandosi a evocarlo».