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Modica e il caso del cimitero, è scontro tra l'on. Abbate e il Pd

Il deputato regionale chiede l'intervento palermitano per sanare i loculi delle confraternite. Per il segretario Stornello c'è disparità di trattamento. E dal Comune tutto tace

11 Febbraio 2026, 20:28

20:33

Modica e il caso del cimitero, è scontro tra l'on. Abbate e il Pd

Uno scorcio del cimitero comunale di Modica

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L’onorevole Ignazio Abbate (nella foto sotto), presidente della I Commissione Affari Istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana, è stato ascoltato dalla IV Commissione “Ambiente, Territorio e Mobilità” per segnalare al Governo regionale la situazione critica dei cimiteri gestiti dalle confraternite, duramente colpiti dal passaggio del ciclone Harry.

“Il passaggio del ciclone Harry ha inferto un colpo durissimo a molte aree della nostra isola, ma vi è un settore che rischia di restare nell’ombra nonostante la sua importanza sociale e monumentale: quello dei cimiteri gestiti dalle storiche confraternite”, dichiara l’on. Abbate. “Molte di queste strutture, già provate dal tempo, versano oggi in condizioni di estrema precarietà. I danni strutturali causati dagli eventi meteorologici estremi degli ultimi giorni hanno reso necessari provvedimenti di interdizione al pubblico a causa dell’alto rischio di crolli. Non possiamo permettere che i cittadini siano privati del diritto di rendere omaggio ai propri cari o, peggio, che un patrimonio architettonico e religioso così rilevante vada perduto per l’assenza di interventi mirati”.

Abbate ha inoltre chiesto che le specificità delle confraternite cimiteriali siano incluse nel pacchetto di misure straordinarie che la IV Commissione sta predisponendo per l’emergenza post-ciclone.

“Ringrazio il presidente Carta e l’assessore Aricò per la celerità nell’affrontare la problematica e per aver recepito completamente la mia richiesta. L’assessore darà subito mandato al direttore Alongi di avviare le ricognizioni in ogni provincia. È necessario censire rapidamente i danni e sbloccare risorse adeguate per la messa in sicurezza urgente. Invito gli enti locali a comunicare agli uffici del Genio Civile di competenza ove sia necessario il sopralluogo presso le strutture interessate che rischiano di crollare. La mia richiesta di audizione mira a dare voce a queste realtà religiose e associative che, da sole, non possono sostenere l’onere di interventi strutturali così massicci”.

Sull’iniziativa interviene con durezza il Partito Democratico di Modica, che in una nota prende posizione contro l’impostazione del provvedimento imputato all’on. Abbate in materia di edicole cimiteriali. “Il Partito Democratico di Modica esprime profondo sdegno e una ferma condanna in merito all’impostazione dell’intervento legislativo promosso dall’on. Ignazio Abbate riguardante le edicole cimiteriali. Quella che viene presentata come una soluzione per il decoro dei luoghi di culto si rivela, nei fatti, una discriminazione senza precedenti che calpesta la dignità dei defunti e il dolore dei loro cari”.

“L’intervento legislativo – prosegue la nota – limitando i benefici e le tutele alle sole edicole delle Confraternite religiose, esclude arbitrariamente tutte le cappelle appartenenti alle associazioni laiche, tra cui a Modica realtà storiche e pilastri della nostra comunità come il Circolo Di Vittorio o la Società Carlo Papa”.

Il segretario cittadino, Francesco Stornello (nella foto sopra), rincara: “Siamo di fronte a una gravissima mancanza di rispetto che offende la memoria di chi non c’è più e il diritto al lutto dei vivi. È inaccettabile che un rappresentante delle istituzioni regionali ignori deliberatamente una parte consistente della cittadinanza solo perché legata a sodalizi laici. Esiste forse una gerarchia nel riposo eterno? Il dolore di un figlio che non può poggiare un fiore sulla tomba del padre ha meno valore se la cappella appartiene a una società operaia anziché a una confraternita?”

Per i dem modicani il tema non è soltanto valoriale, ma anche concreto: molte edicole escluse dai presunti benefici versano in condizioni strutturali gravissime. In città, a causa del rischio di crolli, intere porzioni di cimitero sono chiuse al pubblico e centinaia di familiari non possono far visita ai propri cari, mentre il degrado avanza, una situazione che la cosiddetta “Legge Abbate” – accusano – non si propone di risolvere. “Chiediamo un’immediata revisione della norma,” conclude Stornello. “L’amministrazione regionale ha il dovere di garantire parità di trattamento e rispetto a tutti, vivi e defunti, senza distinzioni di fede o natura giuridica. Il cimitero è il luogo della memoria collettiva di Modica, non un terreno di gioco per favoritismi che lasciano indietro pezzi importanti della nostra storia e della nostra identità”.

Il Pd locale annuncia battaglia in ogni sede istituzionale per assicurare pari dignità a tutti i cittadini, onorando la memoria di quanti hanno contribuito alla crescita sociale e culturale della città, sia nell’alveo delle confraternite sia nelle antiche associazioni laiche. Tanto è vero che l’on. Nello Dipasquale (nella foto sotto) ha depositato un’interrogazione parlamentare urgente presso l’Assemblea Regionale Siciliana per chiedere interventi immediati e l’attivazione di poteri sostitutivi a tutela dell’incolumità pubblica e della dignità dei defunti.

Intanto, secondo quanto ormai di dominio pubblico, circa 8.000 defunti riposano in loculi appartenenti a confraternite, associazioni e circoli culturali – e non solo – i cui manufatti risultano transennati, pericolanti e a rischio cedimento, in alcuni casi da oltre dieci anni.

Dal Comune, però, nessun segnale: l’ente, stretto dal dissesto finanziario con un disavanzo superiore ai 100 milioni di euro, non può stanziare fondi. La ditta Zaccaria, affidataria della gestione del camposanto fino al 2038, si era resa disponibile ad anticipare le somme necessarie, a condizione di poterle recuperare con certezza entro la scadenza contrattuale. Il tempo non mancherebbe, purché non si prolunghino all’infinito le trattative tra pubblico e privato.

Nel frattempo, le aree più antiche restano inaccessibili, presidiate da transenne che da anni impediscono ai cittadini di deporre un fiore sulle tombe dei propri congiunti. Una situazione definita da molti una vergogna, aggravata dall’impossibilità di rintracciare gli eredi dei responsabili di confraternite e sodalizi privati che avrebbero dovuto curare nel tempo i colombari, oggi fatiscenti.

Anche nell’ipotesi di un’intesa tra la ditta Zaccaria e il Comune di Modica per la ristrutturazione dei manufatti a carico del concessionario, occorrerebbero comunque, realisticamente, almeno altri due anni prima di riaprire le zone ora interdette. Al momento, però, non si intravede alcuno spiraglio.

Della vicenda è stato interessato anche il vescovo della Diocesi di Noto, monsignor Salvatore Rumeo, che avrebbe avuto un confronto con il sindaco Maria Monisteri, ma da palazzo San Domenico, per ora, tutto tace.