Attualità
Giovanni Moscato audito dalla commissione Antimafia: "Finalmente la verità sul caso Vittoria"
L'ex sindaco al centro della vicenda dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose spiega che cosa è accaduto: "Abbiamo subito una delle più gravi aberrazioni della norma"
L'ex sindaco di Vittoria Giovanni Moscato
Giornata definita “importante” da Giovanni Moscato, già sindaco di Vittoria dal 2016 al 2018, che ieri mattina è stato ascoltato dal comitato della Commissione Antimafia dedicato agli enti locali, presieduto dal deputato Salvo Sallemi. L’audizione rientra nel percorso di approfondimento avviato dal Parlamento sulla riforma della normativa relativa allo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose.
Moscato, rimosso dall’incarico nel luglio 2018 a seguito del provvedimento di scioglimento del Comune di Vittoria, ha definito l’incontro come un passaggio atteso da anni: «Non solo per me, ma per tutta la comunità che ho avuto l’onore di rappresentare», ha affermato.
Durante l’audizione, l’ex sindaco ha illustrato ai componenti del comitato – appartenenti a diversi schieramenti politici – la ricostruzione della vicenda vittoriese basandosi, come ha sottolineato, “solo ed esclusivamente sulle risultanze processuali e non su valutazioni personali”. Secondo Moscato, i dati emersi sono “fondamentali” per comprendere la necessità di una revisione della normativa.
L’ex primo cittadino ha ribadito che l’articolo 143 del Testo unico degli enti locali, che disciplina lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, rappresenta un presidio essenziale, ma che necessita di correttivi per evitare errori come quello che, a suo dire, avrebbe colpito Vittoria: «Il procedimento deve rimanere un caposaldo del nostro sistema, ma ha bisogno delle necessarie modifiche affinché l’errore compiuto – come nel caso che ci riguarda – non avvenga mai più».
Moscato ha ricordato come lo scioglimento abbia avuto ripercussioni non solo sulla classe politica dell’epoca, ma sull’intera comunità: «Ha danneggiato il popolo vittoriese. L’onta non ha colpito solo noi amministratori, ma una città intera, etichettata ingiustamente».
Nel suo intervento ha richiamato anche la situazione di altri amministratori locali che, secondo lui, si sono trovati in condizioni analoghe: «Ci sono decine di sindaci, di destra e di sinistra, colpiti ingiustamente, con l’aggiunta dell’etichetta di città mafiose per le loro comunità».
Durante l’audizione, alcuni componenti della Commissione – ha riferito Moscato – avrebbero definito il caso Vittoria come “una delle più gravi aberrazioni della norma”, sottolineando la rilevanza nazionale della vicenda.
L’ex sindaco ha concluso esprimendo l’auspicio che il suo contributo possa essere utile al percorso di riforma e al recupero della dignità della città: «Era giusto ridare dignità, anche in questa sede, a tutti i vittoriesi. Ringrazio Salvo Sallemi e la presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, per questo lavoro di approfondimento e ricerca».