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L'intervista

Il sindaco di Modica: "Una mozione di sfiducia paralizzerebbe la città"

Maria Monisteri Caschetto affronta i temi caldi delle ultime ore

13 Febbraio 2026, 09:05

maria monisteri sindaco modica

La sindaca Maria Monisteri Caschetto

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Clima teso a palazzo San Domenico, tra accuse di ritardi amministrativi e scarsa trasparenza, con una maggioranza ridotta ai minimi termini e lo spettro di una mozione di sfiducia. «Non sono attaccata alla poltrona, ma una sfiducia oggi paralizzerebbe la città», afferma il sindaco Maria Monisteri mentre il Comune – in dissesto da gennaio 2025 fa i conti con oltre 80 milioni di massa passiva accertata e circa 400 creditori, con l’obiettivo dichiarato di risanare entro il 2028.

Sindaco, partiamo dal bilancio stabilmente riequilibrato.

«Il documento è stato completato, un lavoro enorme che ha coinvolto uffici, revisori dei conti e commissario ad acta. Il piano riguarda il periodo 2023-2028 e punta a garantire sostenibilità economica alla città. L’obiettivo è mantenere i servizi senza paralizzare Modica e ridurre drasticamente la spesa per uscire dal dissesto. Se proseguiremo su questa strada, non solo supereremo il dissesto, ma potremo arrivare a chiudere con un avanzo: straordinario

Perché non è ancora in Giunta?

«Abbiamo scelto di attendere l’esito del Milleproroghe, che contiene emendamenti importanti per i Comuni in dissesto. Uno prevede la possibilità di rateizzare il ripiano del disavanzo da Fal su un periodo più lungo. Se gli emendamenti saranno approvati, rimoduleremo alcune azioni; altrimenti presenteremo l’ipotesi così com’è. Non è un rinvio politico, ma una scelta tecnica nell’interesse del Comune».

Le accuse di ritardi e scarsa trasparenza del presidente della commissione Bilancio?

«Da parte mia e degli uffici c’è sempre stata piena disponibilità. Il confronto con il commissario ad acta e con i revisori è costante, così come il dialogo con il ministero dell’Interno per evitare rilievi e correzioni. Non ho mai negato informazioni né ai consiglieri né ai cittadini».

A un anno dalla dichiarazione di dissesto, cosa dice alla città?

«Non mi sono mai pentita di aver dichiarato il dissesto. Se non lo avessi fatto, avrei tradito il programma con cui mi sono presentata ai cittadini. Era un passaggio necessario per ripartire. Percorso difficile, ma serio».

A palazzo San Domenico si respira un clima politico molto teso.

«Non è facile governare senza una maggioranza, è evidente. Dal punto di vista amministrativo sono convinta di fare la cosa migliore per la città. Oggi sento più forte la responsabilità verso i cittadini che le dinamiche di palazzo».

Parliamo del parcheggio dell’ospedale. Cosa è accaduto?

«Ho spiegato in aula, documenti alla mano, che l’area è di competenza dell’Asp. Se avessimo utilizzato fondi comunali per intervenire lì, avremmo rischiato un danno erariale. Ho portato le carte in Consiglio e poi all’Asp, che ha confermato la ricostruzione e avviato gli interventi. Mi sembra che si sia voluta creare confusione per una polemica politica».

Si aspetta la sfiducia?

«Non sono attaccata alla poltrona. Sto operando con grande spirito di sacrificio per dare respiro a una città che, a mio avviso, è stata troppo penalizzata. È chiaro che una politica di rigore comporta rinunce e non piace a tutti. In Consiglio c’è una maggioranza che, se volesse, potrebbe procedere. Ma una sfiducia oggi paralizzerebbe la città».

Si parla ancora di unità del centrodestra. A che punto siamo?

«Va valutato a livello provinciale, non solo cittadino. La mia disponibilità c’è, ma serve coerenza anche negli altri Comuni. In Consiglio non ho rappresentanti di Fratelli d’Italia: chi vuole rafforzare l’azione amministrativa è il benvenuto, ma non può essere un’operazione solo formale, con un assessorato e nessun sostegno in aula. Serve una reale corrispondenza. Faccio parte di un partito e ogni scelta sarà condivisa a livello nazionale e regionale. Il mio riferimento è l’onorevole Minardo».