lavoro
Regione: firmato il contratto 2022-24 dei dipendenti, sindacati soddisfatti
«Ci spiace solo che alcune delle nostre richieste non siano state accolte», dice il Siad-Csa-Cisal
Firmato all’Aran Sicilia il contratto 2022-2024 per il personale del comparto della Regione Siciliana. Lo ha annunciato il presidente Renato Schifani, sottolineando che si tratta del terzo accordo concluso nell’attuale legislatura; quello relativo all’area dirigenziale è già stato trasmesso alla Corte dei conti per i necessari adempimenti. «Un passaggio fondamentale – afferma Schifani, che detiene l’interim della Funzione pubblica – per allineare il personale agli standard nazionali, garantendo dignità professionale e certezze economiche».
Palazzo d’Orléans guarda ora alla prossima tornata contrattuale: gli uffici stanno predisponendo l’atto di indirizzo per aprire il negoziato 2025-2027, con l’obiettivo di chiuderlo senza slittamenti. Le coperture finanziarie risultano già stanziate.
«Questa mattina, all’Aran Sicilia, il Siad-Csa-Cisal ha firmato il contratto 2022/2024 dei lavoratori della Regione siciliana. Un risultato importante per i dipendenti che potenzia le progressioni economiche e le posizioni organizzative, migliora le indennità e l’utilizzo del Fondo risorse decentrate, introduce in via sperimentale la settimana su quattro giorni e aumenta, per chi ha 60 anni, le ore annue per esami e visite mediche portandole da 18 a 20». Lo dichiarano Giuseppe Badagliacca, Angelo Lo Curto, Luca Crimi e Gaspare Di Pasquale del Siad-Csa-Cisal, a margine della sottoscrizione del contratto per il personale non dirigenziale della Regione.
«Ci spiace che alcune delle nostre richieste non siano state accolte – proseguono – come quella di una specifica appendice per il Corpo Forestale, l’aumento del buono pasto a 10 euro o il recepimento della norma statale che dà, ai lavoratori con disabilità grave, priorità nell’accesso al lavoro a distanza. Chiediamo adesso che si aprano subito le trattative per il contratto 2025/2027, visto che le risorse sono già disponibili, allineando finalmente i contratti alla decorrenza temporale».