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Centrodestra, il vertice di Palermo finisce in stallo: l'ombra di Roberto Di Mauro spacca la coalizione
Amministrative, il "patto di sangue" che non c’è: retroscena del vertice siciliano tra veti e colpi di scena
Il vertice del centrodestra siciliano a Palermo si chiude con un nulla di fatto. Nonostante una nota ufficiale proclami l'unità d'intenti per le Amministrative 2026, l'accordo sui nomi resta un miraggio. La coalizione si muove come in un Risiko regionale, dove ogni partito cerca di posizionare i propri "carrarmatini" sui capoluoghi più prestigiosi.
Ad Agrigento, lo scenario è stato stravolto nel tardo pomeriggio: se Fratelli d'Italia sembrava orientata su una candidatura "di bandiera" (tramontata l'ipotesi del medico Piero Luparello), la vera bomba è la disponibilità alla candidatura del deputato autonomista Roberto Di Mauro.
La mossa di Di Mauro, gradita a Forza Italia, ha però gelato Lega e DC, dichiaratamente contrarie, e accolta con freddezza da FdI. La sua discesa in campo spariglia le carte: mette fuori gioco l'ipotesi Calogero Sodano e archivia definitivamente il possibile bis di Franco Miccichè, già bocciato dal tavolo. La coalizione ne esce paradossalmente più divisa: i prossimi giorni diranno se il "grande vecchio" della politica locale sarà il punto d'unione o la causa della rottura definitiva.