IL CASO
Dal nome di una vittima di mafia a quello di un militante del MSI: la toponomastica di Agrigento diventa un campo di battaglia politico
In una città che nomina le sue strade dopo vittime di mafia e femminicidi, una rotatoria finisce al centro della guerra della memoria: si chiamerà Sergio Ramelli
Anche la toponomastica può diventare terreno di scontro politico e di polemica.
Avviene ad Agrigento, dove tra figure storiche, vittime della mafia e dei femminicidi individuate per ribattezzare alcune zone della città spunta anche un “martire” gradito alla destra.
Si tratta di Sergio Ramelli, cui sarà dedicata una rotatoria nel popoloso quartiere di Fontanelle. Studente aderente al “Fronte della Gioventù”, l’organizzazione giovanile del MSI morì il 29 aprile 1975 dopo un’aggressione ad opera di militanti di “Avanguardia Operaia”. La proposta di intitolazione è stata avanzata alla commissione toponomastica dal coordinatore cittadino di Gioventù nazionale ad Agrigento e la giunta ha votato favorevolmente.
Dura la reazione del segretario del circolo del PD “Vittoria Giunti”, Nino Cuffaro. “Perché, invece di ricordare tutti i morti, per evidenziare il rifiuto di ogni violenza, ci si limita a ricordare un giovane di una sola parte politica, peraltro collocata fuori dall’arco costituzionale e dai valori della Repubblica antifascista nata dalla Resistenza?”
“La violenza politica degli anni Settanta va condannata senza ambiguità” – dice invece in una nota l’Anpi provinciale – ma trasformare una vicenda tragica in un atto di celebrazione pubblica significa compiere un’operazione politica consapevole, che scambia la pietà umana per una legittimazione simbolica.