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L'analisi

La Vardera candidato: la sfida di San Valentino ridisegna il campo largo

Pd spaccato, Rubino punzecchia Barbagallo Al leader di Controcorrente il sostegno di Avs. E aprono Calenda e Magi

16 Febbraio 2026, 00:39

La Vardera candidato: la sfida di San Valentino ridisegna il campo largo

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Nel giorno di San Valentino è sbocciata l’intesa sul candidato del centro sinistra alla presidenza della Regione siciliana. Cioè Ismaele La Vardera, il 32enne deputato Ars che in questi mesi ha raccolto sempre più consensi con il suo movimento Controcorrente, nato giusto un anno fa. Dopo la grande adunata del 14 febbraio a Palermo, il “campo largo” progressista appare però più stretto. O spaccato: assente all’appuntamento il Partito democratico. Ma tra i “conquistati” c’è Alleanza Verdi Sinistra che parla di una «iniziativa che ha avuto una partecipazione popolare oggettivamente sorprendente e incoraggiante». A rivendicarlo in una nota congiunta sono Pierpaolo Montalto segretario regionale di Sinistra Italiana insieme a Fabio Giambrone e Alessandra Minniti, coportavoce regionali di Europa Verde.

Una visione condivisa dal Movimento cinque stelle. «Ben venga che un ragazzo di 32 anni si metta in gioco per cambiare le cose. Solo insieme possiamo battere il centrodestra», ha detto Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del M5S. Il clima a Palermo era quello di una investitura, con scroscianti applausi dei più di mille presenti. Oltre a esponenti di Avs e M5s, c’erano anche quelli di Progetto Civico, +Europa e Azione, il cui leader nazionale Carlo Calenda dichiara: «Con La Vardera abbiamo fatto importanti battaglie insieme sulla legalità e la trasparenza. Il fatto che voglia impegnarsi per la sua regione mi sembra un’ottima notizia. Lavoreremo insieme per la Sicilia».

Assente appunto il Pd, che i propri dubbi li lascia esprimere a un post su Facebook del segretario regionale Anthony Barbagallo. Il deputato dem riprende quanto già dichiarato al quotidiano “La Repubblica”: «Settimane fa La Vardera ha abbandonato il tavolo del campo progressista per le elezioni amministrative per costruire candidature alternative. Oggi si candida e chiede ai partiti del centrosinistra di sostenerlo. Mi pare che c'è qualcosa che non funziona». E come spesso accade all’interno del Pd la linea del segretario non è quella di tutto il partito. Così si esprime ad esempio Antonio Rubino, componente della direzione nazionale del partito: «Credo che il Pd siciliano stia facendo un errore ad escludere ogni forma di dialogo col movimento di Ismaele La Vardera. Qualche tempo fa lo stesso La Vardera aveva lanciato le primarie per selezionare il prossimo candidato a presidente della regione puntualmente ignorato da Barbagallo che oltre a sfasciare il Pd probabilmente ha, adesso, l’obiettivo di distruggere ogni ipotesi di campo largo per battere Schifani e la destra. Questo approccio autoreferenziale - continua Rubino - è un problema sempre più grande al quale va posto un freno: l’obiettivo di tanti di noi è quello di vincere in Sicilia e non quello di riconfermare qualche parlamentare al Parlamento nazionale. Siamo per le primarie senza se e senza ma”.

«La voce di La Vardera, in un contesto regionale complesso e degradato, esprime la voglia di cambiamento», dichiara Riccardo Magi, segretario nazionale di +Europa. «Auspichiamo - prosegue - che si possa trovare una soluzione unitaria per il centrosinistra, raccogliendo tutte le forze attorno a una proposta politica chiara, europeista e riformista, capace di dare risposte concrete ai siciliani. Non bisogna avere paura di intraprendere percorsi nuovi, ascoltando anche le istanze di quella società civile che in questo momento storico si riconosce nel movimento di Ismaele La Vardera. Sfide come la gestione delle risorse europee, la legalità e lo sviluppo sostenibile - conclude Magi - siano la base di un dibattito programmatico necessario per il centrosinistra siciliano».

L’assenza del Pd elimina però concretezza alla candidatura del fenomeno politico dell’ex “iena” televisiva ufficializzata nel giorno degli innamorati. Una situazione spiegata nelle varie sfumature ancora da Avs: «Vogliamo essere chiarissimi e senza alcuna ambiguità. Abbiamo da tempo chiesto alle altre forze del campo progressista di decidere finalmente da che parte stare e con chi stare, individuando definitivamente delle regole chiare e condivise sui confini politici della coalizione. Fino a oggi, però, non è arrivata alcuna presa di posizione contraria, soprattutto da parte del Pd, sia all'ingresso del movimento di Cateno De Luca in un campo progressista che a quel punto non potrebbe più definirsi tale, sia all'obiettivo politico caldeggiato da Italia Viva di accogliere esponenti di centrodestra che cercano una ricollocazione elettorale o che fuggono dalla Dc che fu di Cuffaro. In questo quadro, quindi la candidatura di La Vardera viene vista anche e soprattutto come un modo per «fare finalmente chiarezza sulle posizioni politiche di tutte le soggettività che dovrebbero proporre un'alternativa comune al governo Schifani. Da parte nostra, ribadiamo la nostra ferma convinzione che per battere un centrodestra siciliano disastroso ma ancora forte e potente, serva la massima unità».