medio oriente
Tajani alla Camera: «Board of Peace, l'Italia sarà alla prima riunione»
Il ministro: «Nessuna alternativa credibile al piano di pace degli Usa per Gaza»
La crisi di Gaza «è una crisi che incide sugli equilibri regionali; sulla stabilità del Mediterraneo allargato; sulla sicurezza delle rotte commerciali del nostro export, che transita per il 40% attraverso il Mar Rosso» ma è «soprattutto una ferita aperta, una tragedia umanitaria che ha scosso le coscienze di tutti noi. E che ha visto l’Italia in prima linea sin dal primo momento per salvare vite, alleviare le sofferenze dei civili e far tacere le armi». Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Camera per le comunicazioni del governo sul piano di pace per Gaza.
«Gaza è cruciale per la nostra sicurezza nazionale, anche in chiave di contrasto al terrorismo e ai flussi migratori irregolari», ha aggiunto il vicepremier. «Non ci sono alternative credibili al piano Usa per Gaza», ha aggiunto.
«L'assenza dell’Italia a un tavolo in cui si discute di pace nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contrario alla lettera e allo spirito dello stesso art. 11 della nostra Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie». Lo afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani ribadendo che «il governo ha ritenuto opportuno accettare l’invito dell’amministrazione Usa a presenziare, in qualità di Paese osservatore, alla prima riunione del Board of Peace», «certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali».
Rispetto alla presenza nel board of peace di Gaza «in ogni contatto con l’amministrazione americana, abbiamo sempre richiamato la necessità di garantire la stretta osservanza dei principi della nostra Costituzione e il coinvolgimento del Parlamento. L’ho fatto io stesso più volte con il segretario di Stato Rubio nelle nostre frequenti occasioni di incontro».