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il caso

Diffamazione, la procura chiede l'archiviazione ma Pellegrino si oppone: Trantino ad aprile davanti al Gip

La denuncia è quella presentata dal vicepresidente vicario del Consiglio dopo il comunicato stampa diffuso dal primo cittadino di Catania

19 Febbraio 2026, 11:04

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«Io, aggredito dal sindaco Trantino», ma chi c'era lo smentisce. E ora la maggioranza chiede le dimissioni di Pellegrino

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È sul reato di diffamazione (articolo 595 comma tre del Codice Penale) che il Gip di Catania Ottavio Grasso dovrà pronunciarsi il prossimo 13 aprile e decidere se continuare a indagare o no nei confronti del sindaco Enrico Trantino accusato dal consigliere di Forza Italia e vicepresidente vicario del consiglio comunale Riccardo Pellegrino di essere stato, appunto, diffamato. L’udienza davanti al Gip arriva dopo la richiesta di archiviazione della procura (pm Rocco Liguori) e l’opposizione alla stessa presentata dal consigliere e componente della maggioranza di centrodestra a Palazzo degli Elefanti Pellegrino.

Nota di cronaca-politica. Il caso è quello scoppiato a metà novembre quando il consigliere azzurro ha denunciato – a suon di velina – di avere subito un' aggressione fisica da parte del primo cittadino, smentita immediatamente da chi era presente in piazza Duomo al termine di una seduta di Consiglio comunale. Da lì il botta e risposta a mezzo stampa.

L'oggetto della diffamazione? Questo comunicato stampa diffuso da Trantino. «Con riferimento alla nota diffusa a mezzo stampa dal signor Riccardo Pellegrino – dice il primo cittadino - contenente affermazioni gravemente lesive della mia dignità personale, ritengo superfluo ricordare il profilo pubblico e giudiziario del soggetto in questione, nonché la sua consueta propensione a speculare e strumentalizzare fatti di cui egli stesso è invece protagonista. Il mio modo di intendere le Istituzioni è e resta lontano anni luce da quello di chi in questi anni si è distinto per comportamenti che sotto il profilo etico e morale saranno giudicati da ogni singolo cittadino. Sotto quello giuridico, dagli organi giudiziari competenti. Considerato, tuttavia, che lo stesso signor Pellegrino ha dichiarato di voler presentare denuncia in relazione a quanto sarebbe accaduto ieri, per rispetto verso la magistratura ritengo doveroso non entrare nel merito della vicenda. Si tratta, in ogni caso, di un episodio riconducibile ad atteggiamenti provocatori e scomposti, probabilmente dettati dal risentimento del signor Pellegrino per la sua marginalità nei reiterati tentativi di ostacolare il percorso di rinnovamento e di cambiamento che, nonostante le resistenze di cui egli stesso si fa interprete, proseguiremo con sempre maggiore determinazione».

Qualche giorno dopo la denuncia presentata da Pellegrino per il comunicato stampa, il pm aveva corposamente motivato la richiesta di archiviazione ritenendo legittimo il diritto di cronaca politica utilizzato dal sindaco nei confronti di Pellegrino. Nel caso in specie – sostiene il pm - non c'è dubbio che la condotta, accertata sino a oggi da una sentenza di condanna, non definitiva, per voto di scambio politico elettorale, di un consigliere comunale (vice presidente vicario del Consiglio comunale) sia sicuramente un fatto di interesse della comunità locale (e certamente non avulso da un nucleo di verità) e ritenuto che dalla lettura del comunicato stampa non si rilevano parole e frasi gratuitamente offensive nei confronti del denunciante, avendo fatto riferimento l'indagato alla moralità di Pellegrino, per la vicenda giudiziaria già più volte richiamata, senza mai travalicare il diritto di critica politica con offese gratuite e fuori contesto e senza mai superare il limite della continenza espositiva (con un giudizio critico sicuramente negativo ma espresso con una forma espositiva corretta, strettamente funzionale alla finalità di disapprovazione e senza trasmodare nella gratuita e immotivata aggressione della reputazione di Pellegrino.

Il consigliere Riccardo Pellegrino - contattato da La Sicilia - ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione «in attesa dell'iter giudiziario».