Il retroscena
La Dc “rivede” la giunta e adesso punta a due assessori-deputati: i nomi in ballo
Vertice con il governatore Schifani: salgono le quotazioni di Abbate ma restano in corsa anche esponenti democristiani esterni all'Ars
Ignazio Abbate, deputato modicano Ars
I democristiani presenti all'incontro hanno percepito una «chiara apertura» da parte di Renato Schifani. La Dc fa un altro passo verso il ritorno in giunta, ma servirà ancora tempo e bisognerà sciogliere ancora dei nodi. La strada però è tracciata, dopo il confronto di ieri a Palazzo d’Orleans tra i commissari Salvatore Cascio, Carmelo Sgroi e Fabio Meli, il capogruppo all’Ars Carmelo Pace e il presidente della Regione.
«Abbiamo concordato – spiega Cascio – sulla necessità di portare avanti un percorso insieme, ma non si è parlato né di numeri, né di nomi». Anche se i nomi e i numeri rimbalzano tra i cellulari. Fonti dc assicurano che a Schifani verrà avanzata la richiesta di un «ripristino delle condizioni precedenti»: in soldoni, la restituzione di due assessorati, dopo la cacciata di Andrea Messina e Nuccia Albano arrivata nelle ore caldissime dell'inchiesta che ha coinvolto il leader Totò Cuffaro. E così, è il momento di tracciare l'identikit di quelli che saranno i nuovi (non per forza) assessori dello scudo crociato. A partire da quello più gettonato: Ignazio Abbate, nonostante le polemiche recenti sulla riforma degli enti locali e qualche guaio giudiziario che risale al suo mandato di sindaco di Modica, resta, secondo molti del suo partito, il candidato più autorevole. Ma non l'unico. Anche se la rosa da cui si pescherà non sarà così ampia.
Intenzione dei Dc, infatti, è quello di proporre, quando sarà richiesto, una coppia di assessori-deputati. E così risalgono le quotazioni dell'ex Andrea Messina. Una mossa che taglierebbe fuori gli extra-parlamentari, come la presidente del partito, Laura Abbadessa e l’ex sindaco Giacomo Scala.
Ma sui nomi, come detto, Cascio non si sbottona: «In questo momento – spiega - la cosa più importante è stata confrontarci col presidente, che per noi sta lavorando bene e deve essere ricandidato. Nel frattempo, stiamo lavorando per riorganizzare e rivitalizzare il partito. Nei prossimi giorni - aggiunge - organizzeremo una grande assemblea a Caltanissetta e ci daremo un assetto organizzativo più snello. Lanceremo un segnale agli iscritti: siamo più determinati di prima».
I democristiani adesso attendono un segnale. «Meritiamo rispetto politico - puntualizza Cascio - e la nostra naturale collocazione è all'interno della coalizione di centrodestra». Una precisazione che suona anche come un avvertimento. Sebbene sia difficile pensare oggi a una Dc fuori da quel recinto.
Il rebus su numeri e nomi, verrà risolto probabilmente tra circa un mese, quando il governatore Schifani potrebbe mettere mano alla giunta per un rimpasto, al momento fermo anche in attesa di notizie sul destino giudiziario di Elvira Amata, del quale si saprà di più i primi di marzo.
Sullo sfondo, la non ancora sopita suggestione dell'Udc. Dopo le lamentele di qualche giorno fa per l'assenza al vertice delle amministrative, il primo segnale: il coordinatore siciliano Decio Terrana è stato “aggiunto” alla chat degli esponenti della maggioranza.