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Il j'accuse della Cgil: «L'autonomia differenziata è uno schiaffo a Sicilia, Schifani impugni»
Secondo il sindacato a rischio ci sono i diritti fondamentali come quelli alla salute e alla sicurezza
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«Le pre-intese sull'autonomia differenziata, approvate ieri nel corso del Consiglio dei ministri, sono uno schiaffo alla Sicilia e al Mezzogiorno tutto. Il governo va avanti aggirando i rilievi della Corte Costituzionale, mostrando ancora una volta una inaccettabile prepotenza istituzionale. Chiediamo al Presidente della regione di impugnarle, di non restare ancora una volta in silenzio di fronte a misure destinate ad aumentare i divari tra Nord e Sud del Paese, a rendere meno esigibili in Sicilia diritti fondamentali come quelli alla salute e alla sicurezza». Lo dice il segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, a proposito degli accordi preliminari di ieri tra governo e quattro regioni: Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto.
«Questo accade - osserva Mannino - prima della definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) e, cosa grave, riguarda ambiti importanti come la sanità e la protezione civile, nei quali l'omogeneità territoriale nella fruizione dei diritti sarebbe cosa fondamentale e che con l'autonomia differenziata non ci sarà. E accade anche - aggiunge il segretario della Cgil regionale - mentre il ministero dell'Economia taglia ai comuni siciliani 200 milioni, mettendo a rischio prestazioni di welfare, come quelle rivolte alla prima infanzia e agli anziani, come denuncia l'Anci».
«Il governo Meloni - sostiene Mannino - marcia compatto aggirando e calpestando i principi Costituzionali e in tal senso l'autonomia differenziata è un tassello di un disegno autoritario, un tassello destinato a produrre danni incalcolabili in Sicilia e nel Mezzogiorno d'Italia. Serve un rigurgito di dignità. Il presidente Schifani deve schiodarsi dalla comoda poltrona delle alleanze politiche e proteggere la Sicilia e i siciliani da queste inaccettabili incursioni. Non l'ha fatto prima, lo faccia ora: dica no - conclude - allo smembramento del Paese e all'indebolimento dei diritti in Sicilia».