19 febbraio 2026 - Aggiornato alle 21:46
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l'intervista

Meloni: «La campagna referendaria non deve trasformarsi in una lotta nel fango. Giusto il richiamo di Mattarella al rispetto tra istituzioni»

In vista del voto, Meloni sottolinea che la campagna non deve degenerare e valorizza il richiamo del Capo dello Stato alla correttezza istituzionale

19 Febbraio 2026, 21:46

Meloni: «La campagna referendaria non deve trasformarsi in una lotta nel fango. Giusto il richiamo di Mattarella al rispetto tra istituzioni»

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Alle critiche delle opposizioni, che l’hanno accusata di aver aperto uno «scontro istituzionale» e di mostrarsi «ostile verso il Capo dello Stato», la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto riconoscendo il ruolo di Sergio Mattarella. «Non l'ho sentito in queste ore – ha dichiarato a SkyTg24 – ma ho trovato le sue parole giuste. Ritengo corretto il richiamo al rispetto tra istituzioni, e il passaggio in cui sottolinea che il Csm deve restare estraneo alle diatribe politiche».

Il riferimento al Presidente della Repubblica è apparso anche come una critica implicita al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che nei giorni scorsi aveva intensificato i toni parlando del Csm come di un «meccanismo paramafioso». Poche ore dopo, con un intervento inedito al plenum del Consiglio superiore della magistratura, Mattarella aveva richiamato tutte le istituzioni al «rispetto» reciproco.

Nell’intervista, la premier non ha menzionato Nordio, ma ha rivolto l’attenzione alle opposizioni, in particolare a una parte del Pd: «Vedo un tentativo di trascinare la campagna elettorale in una sorta di lotta nel fango. Mi pare un’azione di chi fatica ad attaccare una riforma che in passato ha sostenuto o proposto».

I toni restano accesi. Poco prima, il deputato Pd Peppe Provenzano aveva parlato di «crisi istituzionale aperta da Nordio», che «Mattarella voleva chiudere» ma che «Meloni ha riaperto» con due video sui social contro alcune recenti decisioni della magistratura. Il Pd sostiene che spetti alla premier calmare il clima: «Lo ha chiesto il Presidente della Repubblica – ha detto la responsabile Giustizia del partito, Debora Serracchiani – ma subito dopo la presidente del Consiglio ha attaccato la magistratura, dimostrando indifferenza e ostilità verso il Capo dello Stato».

Il partito porta avanti la campagna referendaria come se fosse un prolungamento delle elezioni politiche del 2027. L’area di maggioranza «Costruire l'alternativa», che riunisce correnti di Dario Franceschini, Andrea Orlando e Roberto Speranza, ha organizzato a Roma un incontro per sostenere il «No», con la partecipazione del giornalista Corrado Augias: «Non si possono cambiare sette articoli della Costituzione in un clima di forte contrasto, soprattutto per colpa della destra».

Il presidente del M5s, Giuseppe Conte, ha attaccato il governo: «L’obiettivo è inquinare la campagna referendaria. Non ci facciamo imbrogliare dalla propaganda del governo, sono nervosi e pronti a tutto perché cresce il numero di chi voterà no».

Nonostante l’intreccio tra campagne referendarie e politiche, Meloni ha escluso qualsiasi conseguenza sul governo dal voto del 22 e 23 marzo: «Non si vota sul governo, si vota sulla giustizia. Il consiglio che do agli italiani è: andate a votare, ma con coscienza. Votate per voi, non per me o contro di me, perché non c'entro nulla».