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Attualità

Tentata aggressione all'assessore comunale di Vittoria, la solidarietà del Pd provinciale

"Un consigliere comunale ha cercato di venire alle mani. Gesto da condannare senza se e senza ma"

20 Febbraio 2026, 09:41

Curciullo

Il segretario provinciale del Pd Angelo Curciullo

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La segreteria provinciale del Partito Democratico di Ragusa, rappresentata dal segretario Angelo Curciullo, insieme all’on. Nello Dipasquale e alla segretaria del circolo PD di Vittoria, Roberta Sallemi, esprime piena e convinta solidarietà all’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Vittoria, Peppe Nicastro, vittima di un grave episodio avvenuto nel pomeriggio di ieri in piazza Italia.

Secondo una prima ricostruzione, Nicastro si trovava sul luogo dove, a breve, era previsto un comizio. Già attorno alle 13 aveva comunicato via Pec ai consiglieri comunali l’impossibilità, per ragioni personali, di prendere parte alla seduta congiunta delle commissioni consiliari Assetto del Territorio e Affari Generali fissata per le 16.

Poco dopo le 17, mentre era in piazza, il consigliere comunale Marco Greco, esponente della Democrazia Cristiana, sarebbe arrivato in auto e avrebbe iniziato a inveire contro l’assessore, con insulti e toni via via più accesi, fino a un tentativo di aggressione fisica, scongiurato soltanto dall’intervento degli astanti. L’assessore Nicastro ha presentato formale denuncia.

“Si tratta di un fatto di estrema gravità – dichiarano Curciullo, Dipasquale e Sallemi – che nulla ha a che vedere con il confronto politico, anche quando questo è aspro. Il dissenso non può mai degenerare in intimidazione o violenza. Quanto accaduto impone a tutte le forze politiche un’assunzione di responsabilità chiara e pubblica.”

Rinnoviamo la nostra vicinanza a Peppe Nicastro – concludono – e ribadiamo che il Partito Democratico sarà sempre dalla parte della legalità, del rispetto delle istituzioni e della dignità personale. Vittoria non merita che chi ricopre cariche istituzionali possa permettersi di essere protagonista di scontri e intimidazioni. Servono responsabilità e rispetto.”