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L'omicidio di Rogoredo e le polemiche, Salvini: «Non confondiamo una mela marcia con chi fa il suo dovere»

Nel caso del poliziotto di Milano, inizialmente sembrava che si trattasse una legittima difesa

23 Febbraio 2026, 12:43

L'omicidio di Rogoredo e le polemiche, Salvini: «Non confondiamo una mela marcia con chi fa il suo dovere»

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«Io non mi pentirò mai di stare sempre e comunque dalla parte delle forze dell'ordine. Sono centinaia di migliaia di donne e uomini in divisa che rischiano la vita per salvare le nostre vite». Lo ha detto il vicepremier e ministro a Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini commentando il fermo dell'assistente capo di Polizia Carmelo Cinturrino, accusato dell'omicidio volontario del 28enne marocchino Abderrahim Mansouri, avvenuto il 26 gennaio durante un'operazione anti spacccio a Rogoredo, alla periferia di Milano.

«Se uno su 100.000 commette un reato, per me paga e paga anche il doppio, perché manca di rispetto ai suoi colleghi che oggi stanno rischiando la vita in strada per contrastare spacciatori, ladri e delinquenti», aggiunge Salvini che nei giorni scorsi aveva scritto post in difesa del poliziotto spiegando che, «nel pacchetto sicurezza» ci sarebbe stata una norma «per evitare che gli agenti vengano indagati automaticamente dopo essersi difesi». «Io sto con le forze dell'ordine. Se poi si dimostrerà che questo era un delinquente, io non sto con i delinquenti - ha concluso a margine della sua visita al Villaggio olimpico -. Quindi non confondiamo una mela marcia con centinaia di migliaia di donne e di uomini che rischiano la vita per salvare le vostre e le nostre vite».

Con lo scudo penale che la Lega vuole inserire nel pacchetto sicurezza «non c'è l'iscrizione automatica nel registro degli indagati. Se ci sono evidenze di crimine è chiaro che, come in questo caso, si indaga e si arresta»

«A me semplicemente sta a cuore che chi indossa una divisa venga rispettato, visto che purtroppo c'è gente che parla di sbirri, assassini - aggiunge Salvini - di carabinieri da colpire e cerca di sabotare i treni e l'alta velocità per danneggiare l'Italia e gli italiani».

Nel caso del poliziotto di Milano, inizialmente sembrava che si trattasse una legittima difesa. «Tutti ci siamo fidati delle parole di quel poliziotto, i suoi colleghi in primis - evidenzia il ministro rispondendo alle domande dei cronisti -. Ma ben vengano le indagini che fanno uscire una mela marcia su 100».

«Io sto sempre e comunque con le forze dell'ordine a meno che non venga evidenziato che c'è qualche delinquente - sottolinea - visto che quelli che prendono a martellate i poliziotti purtroppo abbondano».

Quindi i post «che ho fatto, assolutamente sì», li rifarei.