Piano industriale
Il parcheggio costa ma ancora... non si vede: sei casi da risolvere per l’Amat
Polemiche sulle aree che ancora non sono entrate in funzione.
Più di un milione e centomila euro già impegnati, per sei parcheggi “piazzale Ungheria-style” - chiusi con cancellata, muniti di cassa e telecamere - che attualmente servono a poco o nulla. O nemmeno esistono ancora. Aree non ancora formalmente affidate ad Amat ma per le quali la partecipata ha firmato determine di spesa. Non serve ancora a nulla, per esempio, l’investimento per il Notarbartolo di via Lavagnini, per il quale i residenti sono venuti ai ferri corti con Amat, tanto da ottenere l’apertura “sine die” della barra già acquistata e la riapertura di un’area già a vocazione strisce bianche. Fino a un mattino in cui le strisce stavano diventando blu. Peccato che la sosta a pagamento non fosse prevista dall’ordinanza che ne regola le sorti: allarme rientrato.
Nelle pieghe del nuovo piano industriale di Amat, benedetto dalla giunta ma non ancora dal consiglio, ci sono dunque vagiti che stonano già. Su via Lavagnini è ripetutamente intervenuta la capogruppo della Lega Sabrina Figuccia, che dichiara: «È necessario fare piena chiarezza, sull’installazione del sistema automatizzato da parte di Amat. L’intervento, dal costo di circa 140.000 euro oltre a un canone annuo di manutenzione di 18.000 euro, sarebbe stato realizzato facendo riferimento al piano industriale, che però non risulta ancora approvato dal consiglio comunale. Ulteriori perplessità derivano dalla recente comparsa - e successiva rimozione - di cartelli relativi alla Zona B e agli stalli blu, non previsti dall’ordinanza di riferimento. E parte dell’impianto di videosorveglianza installato da mesi risulterebbe già vandalizzato».
Il milione centomila e 400 euro di investimento totale riguarda anche l’allestimento dei parcheggi De Gasperi nord e sud, Galatea, Mongibello 1 e 2, Belgio (largo Cavalieri del Lavoro), Lennon. A ciascuna area la propria grana: per Galatea, ardua la realizzazione entro l’estate; Lavagnini, appunto, a rischio smantellamento e comunque nella nebbia più fitta; Lennon e Francia, accomunate dalla vastità spaziale, nell’incertezza sulla porzione da delimitare.
L’assessore all’Urbanistica Maurizio Carta, che ieri è stato impossibile contattare, ritiene che il piano industriale non debba passare per sala Martorana, trattandosi di cosa gestionale di competenza della giunta. D’altro avviso la componente della seconda commissione Giulia Argiroffi, che insiste sul «necessario aggiornamento del Piano generale del traffico urbano. Materia di consiglio, non di giunta».