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REGIONE

Schifani e i danni del maltempo: «Terrorizzato dalla forza della natura: per proteggere le coste servono barriere a 300-400 metri»

Alla vigilia del primo mese dalla frana di Niscemi e dopo il passaggio del ciclone Harry il governatore invoca un cambio di rotta

24 Febbraio 2026, 15:06

Schifani e i danni del maltempo: «Terrorizzato dalla forza della natura: per proteggere le coste servono barriere a 300-400 metri»

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«Non avevo mai visto uno scenario del genere, è stato come vivere un film ma purtroppo era la realtà: edifici crollati, strade squarciate, fognature divelte, porticcioli devastati. Mi ha terrorizzato la forza della natura che ha spostato massi ciclopici all’interno di abitazioni». Alla vigilia del primo mese dalla frana che ha colpito Niscemi (Caltanissetta) e dopo il passaggio del ciclone Harry sulla costa ionica della Sicilia, il presidente della Regione, Renato Schifani, in un colloquio con l’Ansa invoca un cambio di rotta: «È evidente che dobbiamo cambiare strategia: occorre un cambio di mentalità, dobbiamo proteggere le nostre coste con barriere a 300-400 metri, con i massi sott’acqua per rompere l’onda. Oggi mi riesce difficile ipotizzare la costruzione di nuove reti ferroviarie lungo il mare. Serve una presa di coscienza complessiva di tutta la classe dirigente e istituzionale del Paese».

Il governatore racconta il peso umano dell’emergenza: «Mi sento addosso ogni giorno la tragedia delle persone che ho incontrato a Niscemi rimaste senza casa, la disperazione dei balneari che hanno perso le attività e hanno paura di non farcela, la sofferenza degli amministratori locali per la distruzione dei loro territori. La mattina mi sveglio prestissimo, ho davanti le immagini terrificanti dei lidi devastati, delle strade squarciate, degli enormi massi sollevati dalla mareggiata finiti dentro case e magazzini».

E assicura rapidità di intervento: «I fondi ci sono: il mio governo ha assegnato subito 90 milioni e abbiamo stanziato mezzo miliardo di fondi extraregionali che saranno disponibili dopo l’espletamento delle procedure. Ma non si deve perdere tempo. La gente che soffre merita risposte immediate».

Schifani rivendica l’approccio operativo: «Da quando è scoppiata l’emergenza ho indossato moralmente e umanamente l’abito dell’operativo, ho dedicato il 80% della mia giornata all’emergenza e il 20% alle attività inderogabili che dovevano andare avanti. Oggi è il primo giorno in giacca e cravatta, non perché sia finita l’emergenza ma perché abbiamo incardinato un percorso che procede a un buon ritmo».

Il presidente ricorda l’istituzione, un mese fa, di una cabina di regia che si riunisce ogni lunedì e sottolinea l’esistenza di «una catena di comando operativa, con uno scambio continuo di informazioni e opinioni per veicolare le notizie, in questi casi la squadra è essenziale».

Quindi l’impegno a mantenere alta l’attenzione: «Io continuerò a vigilare, ho deciso di recarmi almeno una volta alla settimana nei territori colpiti per stare accanto ai siciliani, alle imprese e alla manodopera che lavora nei cantieri già aperti. Lavoriamo senza sosta per aiutare gli sfollati a Niscemi che hanno ricevuto i buoni casa, i balneari che non possono perdere la stagione estiva e per ripristinare porti e strade danneggiati».