Il confronto
Giustizia, faccia a faccia a Palermo. Nordio: «Pm più indipendenti». Conte: «Vogliono una giustizia addomesticata»
Botta e risposta sul referendum, e il Guardasigilli smarca il governo dall'esito: non ci saranno conseguenze politiche
Un confronto ampio e senza esclusioni di colpi, quello andato in scena a Villa Igiea a Palermo tra il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Questo è il primo confronto sul referendum del prossimo 22 e 23 marzo. Il cui esito non peserà sulla tenuta del governo, ha tenuto a sottolineare il Guardasigilli: «Se dovesse vincere, non ci sarà nessuna conseguenza né sul governo, né sul parlamento né sul ministero della Giustizia né nei rapporti con la magistratura».
Al centro del dibattito la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante. Nordio ha aperto il dibattito rivendicando la solidità costituzionale del testo: «Abbiamo enfatizzato l’autonomia del pm. Chi è contrario forse non ha letto bene il testo». Secondo il ministro, la riforma non è un attacco alla magistratura, ma una risposta al calo di fiducia dei cittadini: «Quando sono entrato in magistratura godevamo dell'85 % dei consensi degli italiani, oggi la fiducia della gente nella magistratura arriva al 50 %. E questo anche grazie a casi come quello Palamara».
Il Guardasigilli ha poi rivendicato: «Noi abbiamo elevato l'indipendenza del pm perché l'attuale articolo 107 della Costituzione prevede che la sua figura sia disciplinata da legge ordinaria. Con la riforma ne abbiamo enfatizzato la autonomia. Ma forse chi è contrario alla riforma non ha letto bene il nostro testo».
Il ministro è poi entrato nel merito dei punti più contestati della riforma, quollo che riguarda la gestione della polizia giudiziari: «Non abbiamo toccato e non toccheremo la norma che dice che il pm dispone della polizia giudiziaria. E' un processo alle intenzioni».
«In questo momento ti trovi a 26 anni – ha continuato il ministro - dopo avere vinto il concorso, a dare direttive ad un colonnello dei carabinieri senza avere la minima preparazione: non esiste una scuola di criminologia, tecnica delle indagini e degli interrogatori. Separando anche il Csm ci sarà sicuramente una maggiore preparazione da parte dei pm per dirigere la polizia giudiziaria».
«Non fatevi incantare da trucchi e favole», ha invece ribattuto l'ex premier, Conte. «avremo una componente togata maggioritaria disarticolata e una componente laica attrezzatissima con un mandato politico per condizionare nomine e trasferimenti. Al pm che indaga sulla Santanché a Milano con questa riforma chi glielo farà fare di rovinarsi una carriera per indagare un ministro. E' il mondo delle favole».
Poi l'ex premier è entrato nel merito della procedura penale: «Con questo sistema accusatorio salta l'udienza preliminare. Quindi minori garanzie per i comuni cittadini. C'è poi il trucco della polizia giudiziaria, c'è scritto che il pm dispone della polizia giudiziaria, non c'è scritto dirige, e le parole sappiamo hanno un peso. Il pm così sarà l'avvocato dell'accusa», ha incalzato l'ex premier.
Dubbi dal leader del M5s anche sulla volontà di dialogo del governo:
«Quando sento il ministro Nordio esporre le ragioni di questa riforma con tale ragionevolezza sono quasi conquistato. Il ministro ha detto che quando passerà la riforma, ci metteremo attorno a un tavolo con le opposizioni per discutere della fase attuativa. Ma allora perché l'avete blindata e non ci avete fatto discutere in parlamento? E ora ci volete far credere che in fase attuativa discuteremo? La verità è che questo governo vuole una giustizia addomesticata».
Il ministro ha però liquidato le critiche delle opposizioni come prive di sostanza: «
Contro questa riforma, non avete argomenti né giuridici né costituzionali e siete costretti, e parlo da politico, o al processo alle intenzioni o a una polemica su cose che non hanno niente a che vedere con la riforma in quanto tale. Io ho cercato di esprimermi in termini istituzionali, assecondando anche il graditissimo intervento del presidente della Repubblica, ma devo prendere atto avete risposto con polemiche sterili e con slogan astratti, quasi metafisici».