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Italia Viva accelera, il 13 battesimo all'Ars: le new entry e la “diarchia” etnea

Di Mario Barresi

CATANIA - Sciolti dal vincolo della segretezza - e dunque non più costretti a muoversi come una “setta segreta” dentro e ai confini del Pd - i renziani di Sicilia adesso accelerano. C’è una data, la stessa inizialmente prevista e poi in forse, per la presentazione ufficiale di Italia Viva all’Ars: si farà mercoledì 13, alla presenza del vicepresidente della Camera, Ettore Rosato, che “battezzerà” i quattro deputati regionali (gli ormai ex dem Luca Sammartino e Giovanni Cafeo; Nicola D’Agostino ed Edy Tamajo), «nucleo iniziale, destinato a crescere».

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Il gruppo sarà in pratica un upgrade di quello già esistente di Sicilia Futura, del quale resterà il nome, accoppiato a Italia Viva. E ciò anche per consentire a Tamajo di rimanere deputato-segretario nel Consiglio di presidenza dell’Ars, ruolo non consentito - per regolamento - a partiti non presenti alle ultime Regionali.

E intanto i preparativi sono anche (e sopratutto) per l’arrivo di Matteo Renzi a Catania, nel pomeriggio del 16 alle Ciminere. Accanto al leader dovrebbe esserci, oltre allo stesso Rosato, anche la ministra Teresa Bellanova. E i Matteo-boys di Sicilia stanno facendo di tutto per accontentare i desiderata del leader, che ha già annunciato un «bagno di folla» nell’appuntamento etneo. I più ottimisti, nel quartier generale di Italia Viva, parlano di «almeno 3-4mila amici e simpatizzanti da coinvolgere». Siamo già pronti col conta-renziani.

E intanto continuano i movimenti in entrata. Dato per acquisito l’ingresso delle decine di amministratori citati ieri su La Sicilia (fra i quali i sindaci di Modica, Lentini, Carlentini, Aci Castello, San Gregorio di Catania, Sant’Agata li Battiati, San Cono e Sambuca di Sicilia), nel raggio d’azione del radar renziano entrano ora anche l’ex deputato regionale dem Mario Alloro (Enna), il più volte parlamentare nazionale Nuccio Cusimano (agrigentino, passato alla storia politica perché nel 1994 fu uno dei tre senatori eletti col centrosinistra a uscire dall’Aula per consentire al primo governo Berlusconi di ottenere la fiducia). In rotta di avvicinamento viene dato anche un altro ex deputato di Camera e Ars, il centrista Pippo Gianni, oggi sindaco di Priolo.

«Ci sono decine e decine di richieste e di contatti, fra qualche giorno ne saprete di più», è la risposta al cronista che chiede di aggiornare la mappa. E adesso è anche il momento di fissare degli equilibri, sull’onda di un entusiasmo che - dicono da queste parti - «è lontanissimo parente del clima tetro e spento che si respira dentro il Pd siciliano».

Ma non c’è tempo di guardare in casa d’altri, perché la formazione di un nuovo partito, attraverso anche l’aggregazione di pezzi di esperienze diverse, ha bisogno di un assestamento. E lo statuto nazionale di Italia Viva, in questo senso, può favorire le due principali anime siciliane: gli ex dem e gli ormai non più “diversamente renziani” di Sicilia Futura. Il partito, infatti, prevede due coordinatori regionali e altrettante figure ai vertici provinciali e comunali. Proprio ciò che ci vuole per far convivere, d’amore e d’accordo, la “diarchia” fra Sammartino e D’Agostino. I due deputati regionali potranno coesistere in un contenitore che «sommando la forza dei due gruppi alle ultime Regionali, quelli d’opinione per Renzi e l’entusiasmo dei nuovi arrivati», stima di poter arrivare anche a 140-150mila voti. Con l’aspirazione di diventare «uno dei primi partiti in Sicilia». Del resto, come ammette lo stesso Sammartino a LiveSicilia, non ci sono confini. «Ci rivolgiamo anche al mondo dei liberali, dei riformisti dei cattolici. Del resto, Forza Italia ha consegnato un enorme patrimonio umano all’ultradestra di Salvini».

Un equilibrio interno in attesa delle riflessioni di Leoluca Orlando, che sembra aver frenato nelle ultime ore pur dando ai suoi libertà d’ingresso in Italia Viva. Ma il sindaco di Palermo sarebbe semmai un “fuoriquota” di Renzi a livello nazionale. Mentre il partito, in Sicilia, lo gestirà la premiata ditta “D’Agostino&Sammartino”, con una ragione sociale in ordine rigorosamente alfabetico. In attesa della prima conta dei voti.

Twitter: @MarioBarresi

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