Amministrative 2026
Botta e risposta tra Germanà e De Luca, parte ufficialmente la sfida elettorale a Messina
Le dimissioni di Basile aprono la corsa alla guida della città dello Stretto. A braccetto nel 2022, adesso tra i due esponenti volano (i primi) stracci
Volano stracci tra Nino Germanà e Cateno De Luca. Un botta e risposta a colpi di note inviate alla stampa che segna l'inizio della sfida elettorale. Da oggi, infatti, sono ufficiali le dimissioni di Federico Basile, che aveva 20 giorni per ritirarle. Messina, dunque, è ormai in piena corsa verso le Amministrative '26.
A lanciare il guanto, Germanà: «Sappiamo che a Scurria non serve un suggeritore come succede al suo competitor. L'uscente Basile ci ha abituati ai manovratori ed agli intrattenitori di piazza. Scurria invece ha la preparazione e l'autorevolezza per stare sul palco anche senza ghost writer. Il centrodestra messinese che ha pagato spesso per le divisioni interne o per candidati sbagliati, oggi ha l'uomo giusto. Messina non avrà più serenate o colpi di teatro, così come si chiuderà l'era dell'amministrazione dell'ordinario, la città ha bisogno di altro», così è intervenuto in una nota, il senatore Nino Germanà, segretario regionale della Lega in Sicilia.
Sono dunque ormai lontani i tempi in cui "Scateno" inscenava serenate (sic!) dedicate a “Ninittu miu”, che di fatto avevano portato Germanà a capitolare e sostenere, nel 2022, la candidatura di Federico Basile.
Ora su fronti opposti, i toni di De Luca sono altri: «Vorrei dare una serie di suggerimenti al candidato Scurria e a tutti i suoi sostenitori – ha esordito il leader di Sud chiama Nord –, innanzitutto non sprecate tempo a parlare di Cateno De Luca. Dovreste, se ne siete capaci, concentrarvi sui contenuti. Comprendo che parlare di me fa aumentare audience e rende interessante l'intervista, ma state dimostrando di non avere argomenti. Non che avessimo dubbi».
Lontano dalle serenate, il sindaco di Taormina adesso va a muso duro, mirando però a tutto il centrodestra: «Dire che Messina deve chiudere l’era dell’ordinario è curioso proprio da chi ha ridotto Messina ad una "non città" non garantendo neanche l’ordinario e lasciando straordinari solo i debiti. Noi abbiamo portato la città ad un livello di normalità ripristinando servizi essenziali e oggi Messina è una città pronta a vivere una straordinaria fase di rilancio».