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giustizia

Referendum, il dibattito organizzato dal Mpa: «Decidere con consapevolezza, noi voteremo Sì»

Uno spazio di confronto lontano da slogan e schematismi ideologici, per comprendere nel merito le modifiche costituzionali sottoposte a voto

28 Febbraio 2026, 18:52

Referendum, il dibattito organizzato dal Mpa: «Decidere con consapevolezza, noi voteremo Sì»

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Separazione delle carriere, confronto di alto profilo a Catania. Grande Sicilia e Mpa: "Decidere con consapevolezza, noi voteremo Sì"

Nella Sala Auditorium "Concetto Marchesi" del Palazzo della Cultura di Catania si è tenuto il congresso "La separazione delle carriere. Verso il referendum, decidere con consapevolezza", promosso da Grande Sicilia e Mpa.

L'iniziativa, seguita in presenza e online, si è imposta come uno dei momenti più approfonditi e qualificati del dibattito pubblico siciliano in vista del referendum costituzionale.

A dare avvio ai lavori è stata Pina Alberghina, coordinatrice Mpa Catania, che ha chiarito l'obiettivo dell'incontro: offrire ai cittadini uno spazio di confronto serio, lontano da slogan e schematismi ideologici, per comprendere nel merito le modifiche costituzionali sottoposte a voto.

Nel corso della mattinata sono stati esaminati i nodi principali della revisione: distinzione dei percorsi tra magistratura requirente e giudicante, istituzione di due Consigli superiori della magistratura separati, introduzione del sorteggio per la scelta di parte dei componenti e creazione dell'Alta Corte disciplinare. Questioni che toccano il cuore dell'ordinamento democratico, l'equilibrio tra i poteri e la tutela effettiva dei diritti.

Tra i primi a intervenire, il sindaco di Catania, Enrico Trantino, ha richiamato la necessità di "decidere con consapevolezza", segnalando il pericolo che l'inasprimento dei toni nel discorso pubblico scoraggi la partecipazione e ostacoli una comprensione reale della riforma.

Francesco Antille, presidente della Camera Penale di Catania "Serafino Famà", ha portato il punto di vista dell'avvocatura penalista, ricordando come la separazione delle carriere sia una storica battaglia delle Camere Penali.

Con un’immagine efficace, ha richiamato la figura dell’arbitro in una competizione internazionale per rappresentare l’esigenza di un giudice davvero terzo e imparziale, distinto dall’accusa non solo per funzioni, ma anche per percorso professionale.

Il confronto, moderato dal vicedirettore de La Sicilia, Mario Barresi, ha alternato voci di alto profilo accademico e istituzionale.

Luciano Violante, presidente emerito della Camera dei Deputati, ha illustrato le ragioni del No, mettendo in guardia dal rischio di un eccessivo rafforzamento del pubblico ministero e manifestando perplessità sul sorteggio e sull’Alta Corte disciplinare.

Di diverso avviso Ida Angela Nicotra, ordinaria di Diritto costituzionale all’Università di Catania, che ha richiamato il dato testuale della riforma, sottolineando come l’autonomia e l’indipendenza della magistratura restino espressamente garantite e ricordando i precedenti del sorteggio nel nostro ordinamento, a partire dall’articolo 135 della Costituzione.

Andrea Reale, giudice della Corte d’appello penale di Catania e componente del direttivo centrale Anm, ha evidenziato l’urgenza di depoliticizzare il Csm, sostenendo il sorteggio quale strumento per superare le logiche correntizie e restituire all’organo di autogoverno la sua natura di garanzia.

Il magistrato ed ex assessore regionale Massimo Russo, forte di un’esperienza maturata sia come giudice sia come pubblico ministero, ha dichiarato di essere approdato a una scelta convinta per il , ritenendo che la separazione delle carriere rafforzi, agli occhi dei cittadini, la percezione di terzietà del giudice.

Tommaso Rafaraci, ordinario di Diritto processuale penale dell’Università di Catania, ha ricostruito l’itinerario storico e culturale della riforma, definendola coerente con l’evoluzione del processo accusatorio e con l’esigenza di consolidare l’indipendenza interna della magistratura.

A chiudere i lavori è stato Antonio Scavone, portavoce di Grande Sicilia Mpa, che ha richiamato la responsabilità della politica nel sottrarre il confronto a logiche di rissa e polarizzazione, potenzialmente disincentivanti per l’elettorato. «Il vero presidio di democrazia è la partecipazione», il passaggio centrale del suo intervento. Scavone ha ribadito che il Movimento per l’Autonomia e Grande Sicilia sosterranno il al referendum, ritenendo che la riforma rappresenti un passo verso una maggiore terzietà del giudice, una più netta distinzione delle funzioni e il superamento delle distorsioni correntizie emerse negli ultimi anni.

Il congresso ha dimostrato che è possibile discutere di riforme costituzionali senza cedere alle semplificazioni. In un clima di rispetto, pur nella divergenza delle opinioni, sono state argomentate posizioni opposte. Da qui l’invito finale di Grande Sicilia e Mpa: informarsi, confrontarsi e, soprattutto, partecipare al voto.