2 marzo 2026 - Aggiornato alle 09:58
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Il retroscena

L'idea di Lombardo del congresso-lampo: «Schifani? Nulla di scontato». E sul rimpasto è già pronto il piano B

Il leader autonomista giovedì a Roma al consiglio nazionale di Fi per fare emergere «il senso della federazione». Sullo sfondo l’accordo con Tajani e le «anomalie» degli alleati

02 Marzo 2026, 09:23

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Lombardo: «Schifani azzeri la giunta. Profili di livello per il cambiamento»

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Alla fine un vero vertice a Enna non c’è stato. Semmai un confronto, «per lo più telefonico», su alcune «gravi anomalie nelle dinamiche delle amministrative». Certo, s’è discusso anche del caso locale, con la tentazione di Dc e pezzi di Forza Italia di appoggiare la candidatura a sindaco di Mirello Crisafulli, «uno scenario di cui il tavolo del centrodestra deve prendere atto». Ma alcuni big autonomisti, nel trascorrere un paio d’ore di una nebbiosa domenica d’inizio marzo a Enna, ne hanno approfittato per mettere a punto «alcune cose da fare da qui a poco». Non molte, ma tutte importanti. E decisive per gli equilibri del centrodestra siciliano. Temi da approfondire, a Palermo, già domani.

Sul tavolo c’è il rimpasto. Ed emerge una certa «freddezza» di Renato Schifani su ciò che gli autonomisti definiscono «non una nostra richiesta, ma lo scontato rispetto di un accordo fatto in presenza di Antonio Tajani». E cioè il secondo assessore regionale, “premio fedeltà”, vidimato dal leader nazionale di Forza Italia, per il sostegno a Caterina Chinnici alle Europee. Il presidente della Regione, che ha annunciato i cambi in giunta «entro marzo», in sembra orientato a restituire alla Dc uno dei due assessori revocati dopo l’inchiesta giudiziaria su Totò Cuffaro, mentre l’altro sarebbe destinato a Forza Italia. Un modulo 4-4-2-1-1, con la conferma dei posti di FdI, Lega e, appunto, Mpa. «Lombardo si è sempre lamentato di essere sottodimensionato rispetto a Cuffaro? Adesso - sibila un’informata fonte di maggioranza - Mpa e Dc avranno lo stesso numero di assessori: uno a testa».

Ma si rischia di fare i conti senza l’oste Raffaele Lombardo. Che giovedì parteciperà, da “federato”, al consiglio nazionale di Forza Italia. Presieduto, ironia della sorte, proprio da Schifani. Il leader autonomista, che sabato ha visto Luca Sbardella, proconsole meloniano in Sicilia, avrebbe l’intenzione di intervenire per far emergere «il senso di questa federazione». Che, di fatto, è un senso tutto siciliano. E a Roma arriverà il «fastidio» per il patto violato, che «non significa sgomitare per l’assessore, ma dare un valore a un’alleanza nata con il sostegno alla Chinnici, non è un nome qualsiasi». Da qui si apre un ragionamento «ben più ampio del rimpasto», e cioè «la necessità di aiutare il presidente Schifani, impegnato a risolvere le emergenze», guardandogli le spalle da «anomalie» e «potenziali scandali» che covano nella sua maggioranza. Il pallino di Lombardo è la sanità siciliana, che da quasi due anni definisce «allo sfascio». Ma pesa anche l’ombra di «affari e affaristi» in piena attività. E il riferimento al famigerato emendamento sulla digitalizzazione degli archivi comunali, poi bocciato nel ddl senti locali, non è certo casuale.

Cosa vuole fare l’Mpa? Porre la questione ai vertici nazionali di Fi. E vedere l’effetto che fa. In caso di ulteriore inerzia, la strada sembra segnata: direzione regionale del movimento, e, se necessario, «un congresso-lampo, anche prima del referendum». Con all’ordine del giorno la linea da seguire alla Regione. Se si dovesse arrivare a quel punto, sussurrano i lombardiani più ortodossi, «non ci sarà più nulla di scontato».