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Attualità

Chiaramonte, Iacono: "Irricevibile la legge sul terzo mandato dei sindaci"

Il consigliere comunale di minoranza scrive a Galvagno, ad Amenta e a tutti i deputati regionali dell'Ars

04 Marzo 2026, 12:13

Chiaramonte, Iacono: "Irricevibile la legge sul terzo mandato dei sindaci"

Il consigliere comunale Gaetano Iacono

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Il consigliere comunale di minoranza Gaetano Iacono ha inviato una lettera al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, al presidente di Anci Sicilia Paolo Amenta e ai deputati regionali, intervenendo sul dibattito relativo al terzo mandato per i sindaci dei Comuni sotto i 15 mila abitanti. La recente bocciatura della proposta in Aula, sostiene, non rappresenta una sconfitta bensì un atto di protezione della salute democratica dei territori.

“Presidente Galvagno, Pregiato Presidente Amenta, Onorevoli Deputati Regionali”, esordisce Iacono, spiegando di parlare da chi vive le dinamiche amministrative “in trincea”. Nel mirino del consigliere le reazioni di Anci Sicilia, giudicate “con tutto il rispetto, fuori luogo”. L’associazione, afferma, non è il “sindacato dei sindaci”, ma l’organismo rappresentativo dei Comuni nel loro complesso e, come tale, chiamato a dare voce non soltanto ai primi cittadini, ma anche ai consigli comunali, maggioranze e opposizioni incluse. Richiedere “mani libere” e una sostanziale dilatazione dei tempi di governo, avverte, finisce per ignorare la funzione di controllo delle minoranze e accrescere uno squilibrio di potere già evidente. Iacono evidenzia come oggi i sindaci dispongano di “poteri straordinari” a fronte di responsabilità “proprio minime”, un mix che rischia di alimentare potentati locali. Cita, a sostegno, l’innalzamento a 140.000 euro della soglia per gli affidamenti diretti nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici, una discrezionalità che, “senza rotazione”, favorisca circuiti clientelari chiusi. A questo, aggiunge, si sommano l’abolizione del reato di abuso d’ufficio — misura che, pur nata per superare la “paura della firma”, ha finito per lasciare minoranze e cittadini senza tutele effettive di fronte a condotte arbitrarie — e la riforma della responsabilità erariale, oggi limitata al dolo o alla colpa grave, con conseguente riduzione della deterrenza esercitata dalla Corte dei conti. Da qui la proposta: la Regione potenzi il Dipartimento regionale delle Autonomie locali, attribuendogli poteri e funzioni già spettati alla Co.Re.Co., così da ripristinare un vaglio preventivo di legittimità sugli atti più sensibili ed evitare danni erariali certi. Un controllo terzo, puntualizza, non comporterebbe rallentamenti se supportato da digitalizzazione e Intelligenza Artificiale, che renderebbero l’istruttoria “snella, veloce e imparziale”.

Per Iacono, mantenere l’attuale limite dei mandati risponde a tre principi cardine. Primo: l’igiene istituzionale, perché l’alternanza consente di verificare con trasparenza conti e procedure delle gestioni precedenti, “aerando le stanze del potere” ed evitando zone d’ombra. Secondo: il ricambio generazionale, poiché consentire quindici anni consecutivi alla guida di un Municipio preclude nuove energie e condanna i piccoli centri alla stagnazione. Terzo: la prevenzione della corruzione, dal momento che la rotazione è la prima misura di tutela e la cristallizzazione del potere produce inevitabili incrostazioni. In vista del ritorno in Aula della proposta per la discussione definitiva, il consigliere lancia un appello accorato ai parlamentari regionali: non cedere “alle pressioni di chi vuole trasformare i nostri Comuni in feudi inamovibili”. Pur riconoscendo che altrove la norma sia già operativa, richiama la Speciale Autonomia dell’Isola, che impone “l’onere e l’onore di dare un segnale di civiltà al resto del Paese”. Sedendo nel “Parlamento più antico d’Italia”, conclude, la politica siciliana ha il dovere di anteporre democrazia e trasparenza alla conservazione del potere personale: servono controlli seri e una democrazia “che respiri”, non sindaci a vita in Comuni privi di adeguata vigilanza.