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Terremoto politico?

Emergenza idrica e crisi politica: undici consiglieri comunali pronti a sfiduciare il sindaco

I firmatari della mozione: "Canicattì è stanca, torniamo al voto"

04 Marzo 2026, 12:42

Emergenza idrica e crisi politica: undici consiglieri comunali pronti a sfiduciare il sindaco

Gli 11 consiglieri firmatari della mozione

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Undici consiglieri comunali di Canicattì hanno firmato una mozione di sfiducia contro il sindaco Vincenzo Corbo. Alla base di questa decisione, come si evince da un comunicato diffuso dagli stessi - vi è l'esasperazione per la grave emergenza idrica che da settimane sta mettendo in seria difficoltà famiglie, anziani e attività economiche. A complicare il quadro, secondo i firmatari, vi è stata una "comunicazione istituzionale confusa" e una gestione dei servizi essenziali caratterizzata da disservizi, ritardi e responsabilità mai pienamente assunte.

Il documento, tuttavia, non si limita alla sola emergenza idrica, ma denuncia una crisi politico-amministrativa ben più profonda. I consiglieri evidenziano tra i punti critici il dissesto finanziario dell'Ente, una cronica paralisi decisionale, la mancata attuazione delle mozioni già approvate dal Consiglio Comunale e una progressiva marginalizzazione dell'Assemblea cittadina. L'atto politico porta le firme congiunte di Angelo Cuva, Gianluca Cilia, Fabio Falcone, Calogero Muratore, Giangaspare Di Fazio, Giuseppe Alaimo, Lillo (Calogero) Restivo, Dario Curto, Daniela Marchese Ragona, Giuseppe Lalicata e Anita Alesssi. I promotori tengono a precisare che la sfiducia non rappresenta un'imboscata né una "manovra opaca": il percorso è stato trasparente e la prima bozza della mozione era stata tempestivamente comunicata a tutto il Consiglio.

L'iter istituzionale entrerà nel vivo il 12 marzo, data in cui la mozione verrà ufficialmente depositata presso l'ufficio di presidenza, dove rimarrà a disposizione per eventuali nuove adesioni. Successivamente, la discussione in aula avverrà in una finestra temporale compresa tra i 10 e i 30 giorni dalla presentazione. I firmatari si dichiarano aperti a un confronto democratico, precisando che il testo della mozione non è "blindato", ma può essere modificato e integrato per raggiungere la più ampia convergenza politica possibile.

"Non si tratta di una battaglia personale", sottolineano i consiglieri, ma di un atto politico necessario per rappresentare una "comunità stanca, disillusa e rassegnata". L'obiettivo dichiarato è quello di portare il dibattito nella sede legittima del Consiglio Consiliare, affinché ciascun esponente si assuma le proprie responsabilità, con la chiara prospettiva di far cadere l'amministrazione e restituire la parola ai cittadini attraverso nuove e libere elezioni.

Per spiegare i dettagli dell'iniziativa alla cittadinanza, i promotori hanno annunciato una conferenza stampa congiunta per il 6 marzo alle ore 18:00 al Caffè Letterario, rivendicando che "Canicattì merita dignità istituzionale, chiarezza politica e una prospettiva concreta di futuro".