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l'inchiesta a roma

La Gdf nella sede del Garante della privacy: nel mirino le carte relative all'assunzione della moglie di Luca Sbardella

Il parlamentare è anche commissario di FdI in Sicilia. La sua consorte Cristiana Luciani è stata assunta come dirigente

04 Marzo 2026, 17:39

La Gdf nella sede del Garante della privacy: nel mirino le carte relative all'assunzione della moglie di Luca Sbardella

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C’è una nuova ombra che si allunga sui vertici del Garante per la protezione dei dati personali. Stamattina la Guardia di Finanza si è presentata nella sede di piazza Venezia con un ordine di esibizione firmato dalla Procura capitolina: acquisire tutti gli atti relativi all'iter di assunzione di Cristiana Luciani, dirigente dell'Autorità e consorte di Luca Sbardella, deputato di Fratelli d'Italia e commissario del partito della premier in Sicilia.

Non si tratta di un dettaglio collaterale, ma di un fascicolo che rischia di aprire un fronte politico e istituzionale molto delicato. Il procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, che coordina le indagini, vuole vederci chiaro sull'iter che ha portato Cristiana Luciani a ricoprire un incarico di vertice all'interno del Garante. Le domande a cui gli inquirenti cercano risposta sono essenziali: la procedura selettiva o il bando sono stati trasparenti? Esistono profili di incompatibilità o di conflitto d'interessi legati proprio al legame coniugale con il parlamentare di maggioranza Luca Sbardella? E ancora, sono stati rispettati i rigorosi criteri di merito, anzianità e qualifica che un ruolo dirigenziale in un'Autorità indipendente impone? Al momento, l’acquisizione documentale delle Fiamme Gialle rappresenta un atto istruttorio: non equivale ad affermare un'irregolarità, ma certifica come la Procura ritenga questo passaggio rilevante per comporre il quadro complessivo.

Il "caso Luciani" non nasce nel vuoto, ma si innesta sul tronco di un'inchiesta che ha già ampiamente scosso i vertici dell'Autorità. Il primo terremoto risale al 15 gennaio 2026, quando la Guardia di Finanza ha perquisito la sede, iscrivendo nel registro degli indagati il presidente Pasquale Stanzione e gli altri tre membri del collegio — Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza — per ipotesi di peculato e corruzione. Sotto la lente dei magistrati è finita una presunta "gestione allegra" dei fondi pubblici: rimborsi disinvolti, viaggi, spese di rappresentanza cresciute in modo considerevole tra il 2021 e il 2024, e l'uso dubbio delle auto blu. Spicca, tra gli episodi citati dagli atti, l'utilizzo di una vettura di servizio per raggiungere la sede di un partito politico, fatto contestato all'allora componente Ghiglia. A questo si aggiunge il filone delle tessere "Volare" in classe Executive di ITA Airways, del valore di 6.000 euro ciascuna, che avrebbero rappresentato un'utilità indebita a fronte di un atteggiamento "morbido" dell'Autorità verso presunte irregolarità privacy della compagnia aerea.

L'inchiesta ha già portato alle dimissioni di Guido Scorza lo scorso 17 gennaio. Ora l'acquisizione dei documenti sull'assunzione della moglie dell'onorevole Sbardella aggiunge un ulteriore tassello critico. Il Garante respinge le accuse, con il presidente Stanzione che si è detto assolutamente tranquillo e fiducioso nella magistratura, rivendicando trasparenza