Politica
Ispica, il sindaco Leontini dopo la sentenza del Tar: "La vittoria della legalità contro l'illegalità"
Il primo cittadino si toglie qualche sassolino dalle scarpe e parla del futuro prossimo
La conferenza stampa tenuta questa mattina al Comune di Ispica ha assunto un significato particolare. Non è stata soltanto l’occasione per commentare una sentenza, ma il momento in cui il sindaco Innocenzo Leontini ha voluto mostrare come, dopo una caduta politica e persino fisica, sia possibile rialzarsi con maggiore determinazione.
Accanto a lui gli assessori di Forza Italia Massimo Dibenedetto e Kett Roccasalva, insieme al consigliere Carmelo Denaro. Prima di entrare nel merito della decisione del Tar, il sindaco ha voluto ringraziare l’avvocato Antonio Barone, definendo “impeccabile” il ricorso che ha portato all’annullamento della mozione di sfiducia votata dal consiglio comunale lo scorso novembre.
Con un tono ironico, Leontini ha ricordato di aver “messo la faccia in tutti i sensi”, rimanendo al suo posto “nonostante tutto” per senso di responsabilità verso la città. Una stoccata è stata rivolta all’opposizione, accusata di non aver svolto il proprio ruolo istituzionale con la stessa continuità.
La mozione bocciata dal Tar era la seconda tentata dall’opposizione in due anni. La prima non era passata per mancanza di numeri; la seconda, pur avendo ottenuto i voti necessari, è stata giudicata irricevibile perché presentata oltre i termini previsti dalla legge.
Secondo il Tar, infatti, la mozione era stata depositata fuori dal limite dei 180 giorni che precedono la scadenza del mandato elettivo. Un principio che, ha ricordato il sindaco, era stato già sostenuto dal segretario generale Bella, dal Prefetto, dall’ufficio legislativo della Regione e dall’Assessorato alle Autonomie Locali.
Proprio su questo punto Leontini ha chiamato in causa il presidente del Consiglio comunale, Titta Genovese, invitandolo a valutare le dimissioni. A suo dire, Genovese avrebbe agito “da uomo di parte”, portando il consiglio a votare una sfiducia che già appariva illegittima. Il sindaco ha inoltre collegato a quella gestione la mancata approvazione del Piano Triennale, poi sbloccato da un commissario, con il rischio — ancora attuale — di perdere parte dei finanziamenti regionali.
Entrando nel merito della sentenza, Leontini ha parlato di una “battaglia di legalità vinta contro un progetto politico fondato sull’illegalità”. Il Tar ha chiarito che la data delle elezioni e quella della scadenza del mandato non coincidono e che i 180 giorni utili per presentare una mozione di sfiducia devono riferirsi al mandato elettivo, non al periodo di prorogatio. Quest’ultimo, ha ricordato il tribunale, è un meccanismo nazionale e regionale pensato solo per riallineare le tornate elettorali.
Il Tar ha inoltre ribadito il principio della certezza dei termini: nella tesi dei consiglieri favorevoli alla sfiducia mancava un riferimento certo alla scadenza dei 180 giorni, poiché la data delle elezioni non era ancora stata fissata.
Il sindaco ha poi rivolto un giudizio politico severo verso chi aveva sostenuto la mozione, sostenendo che “non ha i titoli per governare la città”, accusando l’opposizione di agire per contrapposizione personale e sottolineando come l’unità mostrata al momento del voto di sfiducia si sia già dissolta in vista della campagna elettorale.
Sul futuro, Leontini ha confermato quanto già dichiarato nei giorni scorsi: è disponibile a fare un passo indietro nell’interesse della coalizione, ma continuerà a svolgere il ruolo di sindaco fino all’ultimo giorno utile del suo mandato.