Politica
Modica, Ruffino a muso duro: "Bocciata la politica di bilancio del sindaco Monisteri"
"Tutti gli alibi sono caduti e lo Stabilmente riequilibrato ancora non c'è"
Il consigliere comunale della Dc, Alessio Ruffino, attacca la sindaca Maria Monisteri dopo la bocciatura in Senato dell’emendamento al cosiddetto “Milleproroghe” che avrebbe esteso da 10 a 15 anni i tempi di rientro dal dissesto.
Per l’esponente della Democrazia Cristiana si tratta di “un’ennesima occasione mancata” che certifica, ancora una volta, l’inconsistenza della strategia finanziaria dell’Amministrazione Monisteri.
Ruffino ricorda che la prima cittadina aveva annunciato di voler attendere l’esito dell’emendamento prima di portare il Bilancio stabilmente riequilibrato in Giunta e, successivamente, in Consiglio comunale per il parere dei Revisori dei conti.
“Oggi, alla luce della bocciatura, cade anche questo alibi”, afferma.
Secondo il consigliere, la città attende da mesi un documento contabile chiaro, concreto e orientato alla ripartenza: uno strumento in grado di ridare prospettive a un’economia locale in sofferenza, rafforzare servizi ormai carenti e pianificare uno sviluppo che appare fermo.
Al contrario, denuncia Ruffino, si registra “una politica finanziaria fatta di rinvii, attese e prese di tempo” che ha prodotto un unico esito: la paralisi amministrativa.
Il Bilancio stabilmente riequilibrato, sottolinea, è ancora lontano dall’aula, nonostante dal 30 gennaio 2025 – data indicata come avvio dell’iter – siano ampiamente decorsi i 90 giorni ordinariamente previsti dalla normativa per la sua definizione e trasmissione.
“Adesso non vi sono più motivazioni ostative. È necessario e non più rinviabile portare il BSR in Consiglio comunale, aprendo un confronto trasparente con i consiglieri”, incalza Ruffino, che lamenta come gli eletti siano stati sinora tenuti ai margini di “un passaggio fondamentale per il futuro della città”; sempre all’oscuro da gennaio dell’anno scorso perché forse il Sindaco sconosce le regole principali ed elementari del confronto istituzionale e democratico.
Restano inoltre i nodi aperti sul piano gestionale: “Senza uno strumento finanziario approvato, come si intende procedere alla stabilizzazione degli ASU? Come si pensa di garantire continuità amministrativa e programmazione seria?”, domanda il consigliere.
Nel mirino anche la comunicazione istituzionale di Palazzo San Domenico: su una questione tanto rilevante, osserva Ruffino, la sindaca non avrebbe mostrato la stessa urgenza mediatica riservata ad altre circostanze, con “nessun post, nessun reel, nessun aggiornamento pubblico” utile a chiarire ai cittadini le prossime mosse. “Quando si governa una città in difficoltà finanziaria, la trasparenza non può essere a corrente alternata”, ammonisce.
La conclusione è un invito perentorio all’azione: Modica ha bisogno di chiarezza e tempestività, non di ulteriori dilazioni. “Il tempo delle attese è finito. Ora servono atti concreti.”