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Sicilia in bilico: conti risanati, liste d'attesa e una scia di illeciti

Corte dei conti: restano ombre su sanità, società partecipate, rifiuti e acqua; numerosi illeciti e sanzioni milionarie

06 Marzo 2026, 23:43

23:50

Sicilia in bilico: conti risanati, liste d'attesa e una scia di illeciti

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C'è una Regione che fa pace con i numeri. E una Regione dove, ancora, “si registrano numerosi illeciti”. Nelle parole dei magistrati della Corte dei conti, intervenuti nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, le classiche “luci e ombre” di un'amministrazione che ha compiuto dei passi in avanti, ma che ancora arranca in alcuni settori: dalle società partecipate alla sanità.

Di sicuro, il cielo è più sereno sui bilanci. E il procuratore regionale Pino Zingale ha voluto sottolineare espressamente la circostanza, proprio in chiusura del suo intervento: «L'annosa vicenda dei rendiconti generali della Regione siciliana – ha detto - sembra ormai avviarsi a definizione dopo vari gradi di giudizio e persino l’intervento della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale, con un sostanziale risanamento dei conti pubblici regionali, circostanza che sembra avere anche contribuito – ha aggiunto - ad un rasserenamento nei rapporti talora eccessivamente e reciprocamente conflittuali tra amministrazione attiva e controllo».

Presto, infatti, si legge nella relazione della presidente della Sezione di controllo e delle Sezioni riunite, Maria Rachele Anita Aronica, sarà emanata l'ordinanza di convocazione dell'adunanza sul tema delle liste d'attesa e della gestione della pandemia. Il 29 dicembre scorso, ricorda la giudice Aronica, «è stata approvata la bozza di relazione», finalizzata al «contraddittorio con l'amministrazione regionale e con le aziende sanitarie provinciali, ospedaliere e universitarie».

Si tratterà, in realtà, di un nuovo capitolo di una serie di approfondimenti della Sezione di controllo su diverse attività – vecchie e nuove – della Regione siciliana. E che in passato non avevano mancato di scatenare qualche polemica istituzionale, ad accendere qualche tensione, insomma, tra Palazzo d'Orleans e gli uffici di via Notarbartolo.

Aronica, infatti, accenna ad esempio al referto sulla “gestione del ciclo di rifiuti” e in particolare sui ritardi nell'approvazione del Piano regionale dei rifiuti. Un'indagine, a dire il vero, che ha scandagliato gli interventi nel settore fin dal 1999, constatando «il costante intervento dello Stato in via emergenziale».

È stato poi il momento del dossier sull'emergenza idrica, avviato nel 2024 e la cui bozza è stata approvata nell'agosto scorso: i fari sono puntati anche sulle «carenze infrastrutturali, che rendono inefficiente la gestione del ciclo dell'acqua, con ripercussioni anche sull'economia legata al settore agricolo».

Sull'indagine relativa invece alla gestione di “Agrigento capitale della cultura”, la Corte, ricorda nella relazione Aronica, dà atto, sostanzialmente, seppur senza citarlo, al governatore Renato Schifani di avere favorito, con la nomina dell'ex prefetto Maria Teresa Cucinotta, un «progressivo miglioramento del quadro gestionale nonostante i consistenti ritardi iniziali».

Poi è stato il turno delle spese per il Covid, indagine che in qualche modo “lancia” quella ancora in corso di istruttoria, sulla sanità ai tempi della pandemia e sulle liste d'attesa, appunto.

E proprio sui problemi della Sanità, Aronica era già intervenuta per sottolineare le «criticità più frequenti», tra cui «la tardiva approvazione dei bilanci, il superamento dei limiti di spesa per il personale flessibile, il peggioramento dei punteggi Lea (Livelli essenziali di assistenza)», oltre alla «crescente mobilità passiva con aggravio di costi per la Regione» e «il mancato rispetto dei tempi massimi di attesa per le prestazioni sanitarie».

Poco prima, il procuratore Zingale aveva acceso i fari su un altro settore dell'amministrazione regionale: «Sia sul piano delle indagini avviate che dei giudizi incardinati continua a registrarsi, come negli anni passati – ha detto - un numero significativo di illeciti presso il variegato mondo degli enti regionali, incluse le società partecipate, che sia a livello regionale che di enti locali in molti casi rappresentano una delle cause principali determinanti la criticità dell’intera gestione finanziaria del socio pubblico e della tenuta dei conti».

E a proposito di illeciti, la cerimonia di inaugurazione, aperta dall'intervento della presidente della sezione giurisdizionale, Anna Luisa Carra, che ha voluto ricordare i cittadini di Niscemi «ai quali va il il pensiero e la vicinanza nostra e di tutte le istituzioni», è stata l'occasione per fornire i numeri relativi alla mala gestio siciliana.

Solo per il rito ordinario dei giudizi di responsabilità amministrativa, si legge nella relazione della giudice Carra, sono state emesse 96 sentenze nei confronti di 238 convenuti: di queste, 62 di condanna, 15 di assoluzione e 19 con altra formula. L’importo delle condanne ammonta a oltre 11,3 milioni, a cui va aggiunto un altro mezzo milione per responsabilità di altro tipo.

Per quanto riguarda i procedimenti ancora in corso, invece, solo nel 2025 sono state 167 le persone citate in giudizio dalla Procura regionale della Corte dei conti per un danno complessivo che sfiora i 17 milioni di euro, contestato nelle 88 citazioni depositate.

Ma intanto, torna il sereno sui bilanci e sui rendiconti della Regione.