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palazzo dei normanni

Regione, l’opposizione fa muro dopo il caso Iacolino: «Schifani si dimetta», pronta la mobilitazione contro la giunta regionale

I parlamentari compatti nel chiedere al governo di «staccare la spina»

11 Marzo 2026, 12:56

13:00

Regione, l’opposizione fa muro dopo il caso Iacolino: «Schifani si dimetta», pronta la mobilitazione contro la giunta regionale

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Tutti i gruppi parlamentari d'opposizione uniti per chiedere le dimissioni di Schifani, e con la promessa di una mobilitazione in tutta la Sicilia se questo non avverrà. È quanto emerge dalla conferenza stampa congiunta di Partito Democratico, Movimento cinque stelle, Controcorrente, Alleanza verdi sinistra, Italia Viva, Progetto civico italia, Spazio civico, Psi, +Europa e Più Uno, che a palazzo dei Normanni hanno commentato la vicenda giudiziaria di Salvatore Iacolino, ex direttore generale del Policlinico di Messina ed ex direttore del dipartimento della pianificazione strategica dell'assessorato alla Salute.

Per l'opposizione il fatto che Iacolino sia stato rimosso dall'incarico è «l'ennesimo scandalo» che dovrebbe spingere Renato Schifani a «staccare la spina» alla giunta regionale.

«Iacolino - dice Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd - non era una persona qualunque ma l’uomo forte di Schifani nella gestione del potere: l’indagine di ieri è il punto di non ritorno del disastro della sanità siciliana».

Per il vicepresidente Ars e coordinatore regionale del M5s Nuccio Di Paola la vicenda di Iacolino «è un film già visto: la Sicilia è ormai abituata a questi scandali, che si susseguono da anni con soggetti diversi. Le forze politiche qui presenti si stanno assumendo una grandissima responsabilità nei confronti dei siciliani: abbiamo lavorato per unire quest’alternativa e auspico che resti tale nei prossimi mesi; non possiamo limitarci a criticare ciò che non va, ma dobbiamo costruire. È inaccettabile che Schifani si concentri sul voto segreto piuttosto che sugli scandali e sulle inchieste che stanno devastando la maggioranza regionale: la sanità deve essere liberata da questo puzzo della mala politica».

Nel corso della conferenza stampa il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera parla di «un pesce che puzza dalla testa: SChifani non sa cosa succede in Sicilia, l'amministrazione regionale è fuori controllo: ogni volta il presidente convoca la giunta per mandare a casa il diretto interessato senza capire che il problema è lui stesso». La Vardera ha poi aggiunto che «lo sfratto a Schifani lo fa la sua stessa maggioranza: sappiamo che Meloni avrebbe deciso di anticipare il voto a settembre di quest’anno con la candidatura di Musumeci».

«Quello che è accaduto è di una gravità estrema - dice Fabio Giambrone, portavoce regionale di Europa Verde - Schifani è il responsabile politico di questa vicenda, siamo pronti a promuovere una mobilitazione di massa in cui saremo compatti: all’interno del governo regionale c'è una questione morale fortissima, chiediamo con forza le dimissioni di Schifani».

Sullo stesso punto insiste il dirigente regionale di Italia Viva Fabrizio Micari, secondo cui «in nessun paese civile può rimanere al potere un governo in cui i rappresentanti di maggioranza sono indagati arrestati o sotto processo: stavolta però la situazione è più grave, perché riguarda il braccio destro di Schifani e una persona che lui ha difeso fino all’ultimo. Bisogna reagire al massimo livello e presentare un’alternativa unita e forte».

Pierpaolo Montalto, segretario regionale di Sinistra italiana, dice che «l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per Iacolino significa che siamo andati oltre. Questa gente sta distruggendo la sanità pubblica siciliana per favorire chi fa profitto e speculazione».

Nino Oddo, vicesegretario nazionale del Psi, richiama invece lo scandalo dei referti di Trapani, scoppiato circa un anno fa: «Era stato un errore lasciare Iacolino al suo posto dopo quella vicenda - dice - lui era solo una pedina ma doveva saltare l'intera scacchiera. Sappiamo che non andranno a casa quindi chiediamo al popolo siciliano di dire basta».