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Attualità

Finti volontari al Comune di Ragusa, il Pd rende nota la lettera di un ex operatore vittima del sistema

"Hanno sfruttato per anni decine di persone. E questo non può andare bene"

11 Marzo 2026, 13:13

13:20

Palazzo Aquila 1

Il Municipio di Ragusa

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La segreteria cittadina del Partito Democratico di Ragusa rende noto di avere ricevuto, nelle ore successive alla seduta del Consiglio comunale svoltasi ieri, una lettera da parte di un ex volontario che in passato ha prestato servizio presso strutture comunali e che ha assistito ai lavori dell’aula.

L’autore della lettera ha chiesto di mantenere l’anonimato, richiesta che la segreteria cittadina ha ritenuto doveroso rispettare, autorizzando tuttavia la diffusione pubblica del contenuto della sua testimonianza. Si tratta di parole che riteniamo meritino attenzione perché raccontano, dal punto di vista di chi ha vissuto direttamente quella esperienza, il clima e le conseguenze di un sistema che per anni ha fatto ricorso al lavoro dei cosiddetti volontari per garantire servizi pubblici essenziali.

Di seguito il testo integrale della lettera:

"Ho seguito il consiglio comunale e sono sinceramente amareggiato. Non mi aspettavo chissà quale mea culpa da parte del sindaco, ma sarebbe stato dignitoso che perlomeno rispondesse alle numerose e puntuali domande che gli sono state poste dai consiglieri comunali.

Ha sprecato il suo fiato e il nostro tempo elogiando il suo passato da sportivo, ma evidentemente non deve aver colto quali sono i veri valori dello sport se a seguito di quanto emerso ha ancora il coraggio di lodare la condotta della propria amministrazione e, di conseguenza, la sua.

Hanno messo toppe ovunque, stanno spremendo i dipendenti comunali fino all'inverosimile, chiedendo sacrifici a persone spesso afflitte da problemi di salute e che avrebbero bisogno di un aiuto come quello fino ad ora fornito dai "volontari". Adesso invece gli si chiede di più, per amore della città di Ragusa. Mentre il sindaco e gli assessori rimangono comodamente seduti sulle loro poltroncine, chiedono con fare pietoso una mano e comprensione (dietro la minaccia dell'ordine di servizio) a chi avrebbe bisogno di una mano a sua volta.

Hanno sfruttato per anni decine di persone, ma sembra che per il sindaco il problema fosse relegato semplicemente all'apertura dei siti culturali e sportivi, mentre la dignità di chi è stato sfruttato è passata in secondo piano.

Per non parlare della ridicola affermazione che ha fatto il primo cittadino quando ha orgogliosamente affermato che le associazioni di Ragusa possono godere gratuitamente degli impianti sportivi. Certo, a scapito di persone sottopagate e sottomesse ad un sistema malato e corrotto.

Continuano a ridurre la Biblioteca comunale a un mero parcheggio. Al sindaco non risulta che in passato quando si è prolungata l'apertura della biblioteca ci sia stata grande affluenza. Certo, perché la loro "grande apertura" consisteva unicamente nel mettere a disposizione l'aula studio. Non era possibile prendere in prestito un libro, né accedere allo spazio Soffiasogno. E allora un luogo vale l'altro, non serve la "biblioteca".

Per quanto sia importante anche l'aula studio (in orari consoni alle necessità degli studenti e non per tre ore scarse due volte a settimana), una biblioteca non è una scatola vuota. Dovrebbe accogliere studenti, giovani, adulti e anziani indiscriminatamente, coinvolgendo attivamente la comunità attraverso innumerevoli servizi che la città di Ragusa si rifiuta di fornire. Come se la cultura non fosse di fondamentale importanza per la sopravvivenza e la crescita della nostra città.

La Biblioteca comunale dovrebbe essere il cuore pulsante di qualunque città, dovrebbe essere un luogo inclusivo, che garantisca ad ogni singolo cittadino la possibilità di conoscere. Perché è solo conoscendo e studiando che si può combattere un sistema corrotto come quello che si è innestato nel nostro comune.

Che mantenessero quanto detto, che si assumessero davvero le proprie responsabilità, che chi di dovere si dimettesse. Che dimostrassero con i fatti quanto rispetto hanno nei confronti della città di Ragusa".

La segreteria cittadina del Partito Democratico ritiene che queste parole rappresentino una testimonianza significativa e dolorosa, che merita di essere ascoltata senza superficialità. Dietro la vicenda dei cosiddetti volontari non ci sono soltanto problemi amministrativi, ma storie personali, aspettative e dignità che non possono essere liquidate con leggerezza.

Per questa ragione continueremo a chiedere chiarezza, responsabilità e soluzioni concrete, nell’interesse della città e di tutte le persone che in questi anni hanno garantito servizi pubblici fondamentali per Ragusa.