L'allarme
In Sicilia 4 Comuni su 10 sono in crisi finanziaria: i dati della Corte dei Conti
Nell'Isola 159 amministrazioni locali su 391 hanno avviato le procedure di dissesto o riequilibrio
Secondo quanto emerge dalla relazione al Parlamento della Sezione delle autonomie della Corte dei Conti, la crisi finanziaria degli enti locali siciliani ha assunto dimensioni notevoli. Alla fine del 2024, risultavano attivate 253 procedure di crisi, suddivise in 131 dichiarazioni di dissesto e 122 richieste di riequilibrio. Spesso sono provenienti dagli stessi enti: complessivamente infatti sono 159 Comuni su 391 totali coinvolti, colpendo il 40,7% delle amministrazioni locali e impattando direttamente sul 62,7% della popolazione residente nella Regione.
La tendenza negativa è proseguita nel primo semestre del 2025 con l'attivazione di sei nuove procedure. Nello specifico, i Comuni di Acate, Giarratana e Montelepre hanno avviato percorsi di riequilibrio, mentre Modica, Monterosso Almo e Santa Margherita Belice hanno dichiarato il dissesto. Particolarmente emblematici sono i casi di Modica e Monterosso Almo, i cui dissesti derivano dal fallimento di precedenti procedure di riequilibrio. Il quadro è aggravato dal forte tasso di recidiva: in 73 Comuni è stata attivata più di una procedura nel corso del tempo. Le criticità maggiori si registrano in cinque Comuni che hanno subito ben quattro procedure, con il caso limite di Palagonia, arrivata a quota cinque.
La relazione della Corte dei Conti mette in luce la palese inefficacia dello strumento del riequilibrio finanziario. Delle 122 procedure avviate fino a fine 2024, 36 risultavano ancora attive, mentre delle restanti 86 soltanto quattro erano giunte a una conclusione. Sebbene nel primo semestre del 2025 Campobello di Licata e Tremestieri Etneo siano riusciti a chiudere le proprie procedure, le statistiche generali restano severe. In Sicilia, il 61,4% delle richieste di riequilibrio finisce inevitabilmente per trasformarsi in dissesto, in modo diretto o tramite riproposizioni. Il rapporto evidenzia che per ogni Comune in grado di chiudere il processo, più di sedici falliscono e precipitano nel dissesto, spesso dopo lunghi e logoranti periodi di criticità.
Nell'analisi delle 131 procedure di dissesto, emerge che la maggior parte, pari a 73 casi, è ancora in corso. Delle altre 58 chiuse, se si esclude il caso di revoca del Comune di Tortorici, si nota che 22 sono procedure molto datate, dichiarate tra il 1989 e il 1999. Nel periodo compreso tra il 2005 e il 2021 sono stati archiviati 35 dissesti, a cui si aggiungono le sei procedure chiuse recentemente nel corso del primo semestre del 2025.